Rodolfo Arcudi
Triste e solitario in panchina, il volto al finale di Momo Salah ha gli occhi tristi di una nazione delusa quando era in vista del traguardo.
Al minuto 89 si spezza l’incantesimo, il colpo di testa di Gimenez oltrepassa quella linea che sembrava inviolabile grazie ad una buona difesa, qualche errore di Suarez e le grandi parate di El Shenawy, a ragione preferito al quarantacinquenne El Hadary.
Il volto di Salah è anche l’immagine del rimpianto per una spedizione mondiale che si sta rivelando decisamente sfortunata, oggi l’Egitto ha giocato una partita estremamente positiva, ha applicato con puntualità il suo piano di gioco e chissà che con il suo miglior giocatore in campo non avrebbe potuto approfittare di qualche buona trama offensiva che, specie nel corso del secondo tempo, è riuscito a costruire; purtroppo il fumoso Trezeguet non è stato, fors’anche inevitabilmente, all’altezza di non farne sentire la mancanza.
Ora i Faraoni, visti i risultati del primo turno, vedono allontanarsi la qualificazione, feriti nel morale e nel fisico del loro eroe, dovranno fare appello a tutto ciò che possiedono; martedì contro la Russia è già partita senza domani.