Amarcord: L’ultima volta non si scorda mai,

Posted By on Mar 11, 2016 | 0 comments


di Antonio Capotosto

 

Nell’annata 1987-’88 la Lazio stacco’ il pass per la definitiva promozione nella massima serie, dopo tre stagioni nel Purgatorio della B e l’Inferno evitato dal cuore di quegli ‘Eroi del meno nove’. E nel torneo cadetto anche l’Atalanta torno’ in A, classificandosi a pari punti proprio in coabitazione con i biancocelesti. Era la prima stagione sulla panchina della Dea di Emiliano Mondonico, successore di Nedo Sonetti. Una stagione particolare per i bergamaschi, con qualche segno di discontinuita’ in campionato ed esaltante in Coppa delle Coppe: nei mesi precedenti la coccarda tricolore era finita sulle maglie del Napoli, ma il primo storico scudetto partenopeo consenti’ ai nerazzurri di partecipare all’altra competizione continentale. E il cammino della Dea si fermo’ in semifinale, di fronte ai belgi del Mechelen futuri campioni.

Il calendario mise di fronte Lazio e Atalanta alla nona giornata, quando un’autorete di Gianpaolo Rossi fece ingoiare a Stromberg e compagni il secondo boccone amaro. Per la squadra di Eugenio Fascetti fu invece il terzo successo, ma anche i capitolini peccarono di discontinuita’, con l’allenatore viareggino non immune da critiche. Al termine della stagione le strade del tecnico e del club si separarono, soprattutto per disaccordi dovuti alla cessione di Paolo Monelli, decisivo per la promozione. Ma non prima di aver riportato i biancocelesti in Serie A.

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