COPA AMERICA CENTENARIO, GRUPPO D: CILE

Posted By on Giu 3, 2016 | 0 comments


CAMMINO. Sono loro i detentori del torneo sponda CONMEBOL, a soli undici mesi dall’indimenticabile serata di Santiago che aveva visto la Roja dinanzi al suo pubblico alzare per la prima volta nella sua storia la Coppa America. Di diritto dunque il Cile deve essere ammesso nel novero delle squadre favorite per la vittoria finale. Qualcosa però è cambiato rispetto a qualche mese fa: sulla panchina dei campioni sudamericani non c’è più Jorge Sampaoli, uomo immagine del trionfo, bensì un altro argentino, Juan Antonio Pizzi, forte di una certa esperienza internazionale avendo allenato dal 2005 in Argentina, Cile, Perù, Messico e perfino in Spagna, alle dipendenze del Valencia nella prima metà del 2014. Per quanto concerne le qualificazioni al Mondiale 2018, il Cile guidato da Sampaoli aveva conosciuto un inizio esaltante grazie ai successi con Brasile e Bolivia, prima di subire tuttavia delle battute d’arresto nel mese di novembre. L’entusiasmo per l’impresa estiva si è del resto improvvisamente sciolto in concomitanza con la progressiva rottura tra l’ambiente locale e il tecnico di Casilda, accusato di recepire entrate economiche irrispettose nei confronti del popolo cileno e anche di evasione fiscale. L’ex c.t. si è dimesso nel gennaio di quest’anno, e il neo comandante Pizzi ha conquistato i primi tre punti con il poker esterno rifilato al Venezuela, rimediando in parte al ko dell’esordio patito con l’Argentina desiderosa di riscatto dopo la delusione della finale del 5 luglio persa ai rigori. Ma la sfida continua. Sempre l’Albiceleste nel destino della Roja, avversaria nel gruppo D con Bolivia e Panamá: ci sarà vendetta della vendetta?

ROSA
. Un gruppo ormai consolidato di guerrieri, corsa e esplosività. Affrontare questo Cile non è mai facile, tosto in copertura e letale nelle ripartenze. Ci sono tutte le colonne del trionfo dello scorso anno ad eccezione del ‘Mago’ Valdivia, l’escluso eccellente che comunque avrebbe dovuto scontare altre due giornate di squalifica per le quattro imposte dopo l’espulsione di novembre avvenuta nel bruciante 0-3 contro l’Uruguay. Faranno chiaramente parte della spedizione il portiere e capitano Claudio Bravo, il leader Gary Medel, il trascinatore Arturo Vidal, e il duo d’attacco sempre incisivo Alexis Sanchez-Edu Vargas. La nota lieta particolare è la convocazione di un altro elemento cardine come Charles Aranguiz, centrocampista del Bayer Leverkusen rientrato da poco a pieno regime dopo esser stato vittima di una rottura al tendine d’Achille che lo aveva tenuto fuori dai campi per sei mesi. Presenti le conoscenze italiane Isla, Mati Fernandez, Pulgar, Pinilla e il ventitreenne Castillo, meteora del Frosinone. Dalla cintola in su vige un piccolo regno del Celta Vigo, giunto al sesto posto in Liga: a Marcelo Diaz, regista basso inamovibile nel Cile di Sampaoli, si aggiungono la qualità e rapidità delle mezze punte Pablo Hernandez e Fabian Orellana. Confermati l’esperto fluidificante mancino Beausejour e l’energico guardiano davanti la difesa Francisco Silva.

ASPETTI NEGATIVI
. Tale edizione straordinaria si giocherà in diverse città degli Stati Uniti, dunque non in patria: da verificare quindi se le performance della Roja saranno identiche a quelle messe in atto nella Copa 2015, quando il pubblico dell’Estadio Nacional di Santiago si rivelò elemento trainante del percorso felice degli uomini di Sampaoli. Essendo molto recente, la vittoria della Coppa America CONMEBOL è inoltre un’arma a doppio taglio: da un lato potrà aver reso il gruppo ancora più compatto, disinvolto e consapevole dei propri mezzi, ma al tempo stesso c’è il rischio che qualcuno si presenti a tale appuntamento con la mente scarica o la pancia piena. Vige poi l’incognita panchina: è ancora fresca la ferita dello strappo con Sampaoli, architetto dell’impresa storica, e prima del debutto a questa competizione la nuova guida Pizzi avrà testato di fatto la squadra solo in tre occasioni, vale a dire nei due impegni ufficiali di fine marzo e nell’amichevole del prossimo 27 maggio contro la Giamaica. Alchimia e affiatamento con il gruppo dovranno quindi esser trovati in fretta. Qualche perplessità infine a centrocampo: da verificare le condizioni di Aranguiz, rivistosi sul terreno di gioco solo nell’ultimo mese in Bundesliga, e inoltre il rimpiazzo degno sotto il profilo tecnico e tattico di un ex pilastro come Valdivia non è cosa assicurata.

COME GIOCA. Il modulo a cui i componenti della Roja erano abituati con Sampaoli era infatti l’indiscusso 4-3-1-2 dovuto alla presenza tra le linee del già citato fantasista approdato da poco negli Emirati Arabi Uniti. Tale scacchiere potrebbe esser riproposto avanzando di qualche metro Vidal o puntando sui trequartisti Pablo Hernandez e Mati Fernandez, ma al momento sembra più probabile il passaggio da parte di Pizzi a un vero tridente d’attacco come fatto intravedere nelle due uscite ufficiali di qualificazione al prossimo Mondiale. Davanti Bravo agiranno il terzino destro Isla e i centrali di difesa Medel e Jara, quest’ultimo non male anche con palla al piede. Due opzioni nell’impiego di esterno basso a sinistra: Eugenio Mena e il jolly più offensivo
Beausejour. In mezzo al campo si prospetta un testa a testa tra Marcelo Diaz e Francisco Silva nel ruolo di playmaker, pronti a fare da scudo davanti la difesa. Sul centrodestra Aranguiz lotterà per riprendersi il posto di sempre, mentre sull’altro lato primeggerà ovviamente Arturo Vidal, fondamentale nel dar man forte alla fase offensiva. In un ipotetico 4-3-3 l’uomo ideale sarebbe Fabian Orellana, ala destra molto rapida ma capace anche di non dare punti di riferimento. L’esterno classe ‘86 fece una piccola comparsa estiva nel 2009 nell’Udinese di Alexis Sanchez, l’altro fuoriclasse della selezione andina accanto a Vidal: il Niño Maravilla dovrebbe partire attaccante di sinistra a supporto del centravanti Edu Vargas, in vantaggio su Pinilla. Vista la sua ecletticità, non si esclude tra l’altro un impiego extra di Beausejour come incursore di centrocampo o ala sinistra del tridente, variante quest’ultima che sposterebbe Sanchez sulla corsia destra o in versione ‘falso nueve’.
Probabile formazione: (4-3-3). Bravo; Isla, Medel, Jara, Mena; Aranguiz, Diaz, Vidal; Orellana, E.Vargas, Sanchez.

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