Gianluca Guarnieri
Un risultato pesante, che non lascia la porta chiusa del tutto, ma che crea parecchi grattacapi. Il 2-0 in favore della Lazio di Inzaghi è una battuta d’arresto improvvisa ed imprevista, visto il momento brillante della squadra di Spalletti ed attiva un campanello d’allarme, in vista del match contro il Napoli e del confronto in Europa League con il Lione. Cosa non ha funzionato nel derby di Coppa? Praticamente nulla con i giallorossi in affanno fisico e senza la spinta motivazionale vista nelle ultime gare, quasi feroce come domenica sera contro l’Inter. Se la squadra laziale ha fatto di necessità virtù, schierandosi compatta dietro la linea del pallone e rendendo al massimo nonostante l’inferiorità tecnica, piuttosto evidente, la Roma non è riuscita a fare il suo consueto possesso palla, fallendo nella circolazione, e dimostrandosi poco lucida nella creazione di gioco e di occasioni. Il limite della Roma questa sera è stata quella di non riuscire a cambiare marcia, con un Paredes a centrocampo troppo compassato, e un Radja Nainggolan chiuso da una autentica gabbia per impedire le possenti verticalizzazioni del belga. Mancando De Rossi, in panchina, è mancato filtro e scudo davanti alla difesa, con i tre robusti centrali messi in affanno dagli scatti di attaccanti bravi a fiondarsi in velocità, sfruttando il contropiede, unito il tutto ad un Salah poco ispirato nonostante il palo, ed ad un Dzeko bravo a smarcarsi ma non preciso sotto porta. Poca precisione e poca velocità. Non un problema di concentrazione quanto di un segnale di caso fisico, visto anche i continui impegni in Europa e di campionato che in una rosa buona ma non lunghissima può dare problemi alla lunga. Indubbiamente, uno stop fastidioso ed evitabile, ma per il team romanista il rischio maggiore è quello di rimuginarci troppo. Pensare al Napoli e al Lione è la cosa migliore, rinviando il derby a più avanti. Il 5 aprile è una data ancora troppo lontana.