di Daniele Craviotto
Sampdoria stratosferica, quella vista contro il Cagliari e che sale a quota 38 punti, issandosi temporaneamente al 13°posto, prima di scendere di una posizione in virtù della vittoria della Fiorentina al Via del Mare. 4 vittorie in 6 partite che molto avrebbero dovuto dire sul finale dei liguri. Così è stato, perché ora si trovano ad un passo dal raggiungimento di un obiettivo che dopo la breve era Di Francesco, sembrava impossibile: una salvezza anticipata. Basterà una vittoria (complicata, ma non irraggiungibile) contro il Parma, una vittoria dei cugini in casa con il Lecce e permanenza nel massimo campionato sarà. Sorprende, tuttavia, come, dopo un girone intero, tutto si sia capovolto e di come la storia stia regalando ai blucerchiati un qualcosa di più intrigante del semplice mantenimento di categoria. Infatti all’andata, il rocambolesco 4-3 in rimonta dei sardi, aveva fatto capire a mister Ranieri, quanto ancora fosse lunga la strada per uscire da quelle che lui ha chiamato alternativamente “sabbie mobili” e “acque agitate”. Il gol di Cerri mandò in crisi una squadra che si stava ritrovando e che la settimana successiva perse in casa con il Parma, con un rigore sbagliato che iniziò a richiamare funesti ricordi per i supporters del Doria; l’annata é quella del 2010-2011 e la Samp in casa con i ducali ha un’occasione d’oro di tirarsi fuori dalla zona rossa, ma un colpo di testa di Zaccardo, come quello di Kucka in questa stagione, affossa la squadra di Cavasin, che anche in quel caso fallì la massima punizione con Maccarone al posto di Quagliarella. Tutti i tifosi della Sampdoria ricordano bene quel campionato e il suo esito e per questo stanno iniziando a gustarsi questo mondo alla rovescia con una storia quasi rovesciata. Già un aggettivo, che assume connotati differenti come sostantivo diventando lo splendido gesto tecnico di Federico Bonazzoli ad Udine; il ventiduenne sembra a suo agio nel cimentarsi nei colpi che finiscono in – ta, dato che con il Cagliari ha realizzato il suo secondo gol del match in spaccaTA, dando parecchio morale a tutto l’ambiente che spera di avere un finale molto più dolce e capovolto di quello immaginato. Molto bello e per certi versi toccante è stato l’abbraccio con quello che lui stesso ha definito “un maestro con cui ho l’onore di giocare e conoscere” ovvero proprio Fabio Quagliarella, che sembra sempre più un’investitura per un prossimo passaggio di consegne. Con un’eventuale vittoria sugli emiliani e conseguente stop dei sardi, i liguri scavalcherebbero i primi, raggiungendo i secondi; certamente qualcosa di inimmaginabile un girone fa, ma anche solo andando indietro di 5 partite. Però, ciò che più sta piacendo al popolo sampdoriano è di avere l’opportunità di prendere nelle proprie mani il destino delle due squadre che regalarono il dispiacere più brutto da digerire: la retrocessione. Già, perché Genoa e Lecce si affronteranno la prossima giornata, ma successivamente vi sarà il derby della Lanterna e per questo la sfida del Doria in Emilia diventa cruciale. L’occasione diventerebbe ghiotta, con l’opportunità di ergersi a giudice, decidendo chi rimarrà in A tra chi causò e chi cantò quel motivetto nel derby del 2011 e che riecheggia ancora nelle orecchie del tifo blucerchiato, che iniziava con…………DIN DON.