Atalanta, faccia tosta nerazzurra

Posted By on Mag 7, 2018 | 0 comments


Giorgio Dusi

Per lanciare un forte segnale di voglia e determinazione nel rimanere nella corsa europea non c’era forse metodo migliore che giocarsela a viso aperto contro una squadra superiore. Con il rischio di finire per perderla, sì, ma con la consapevolezza che il peso dei tre punti messi in tasca sarebbe stato di gran lunga superiore a quello degli zero punti anziché uno. Ma alla fine l’Atalanta si è dovuta per forza accontentare di un pareggio in casa della Lazio, non esattamente l’obiettivo primario. E anche Gasperini, dopo l’1-1, si è infatti sbilanciato: “C’è rammarico, potevano essere punti importanti”. Un punto importante lo è comunque, ma i segnali migliori nei novanta minuti sono arrivati dal punto di vista del coraggio.
Che all’Atalanta non tremassero le gambe già si sapeva. Sui grandi palcoscenici ci è sempre stata benissimo, in Italia così come in Europa. Ma con il doppio impegno alle spalle, pensare a una Dea in piena corsa e soprattutto nelle migliori condizioni fisiche e mentali per il rush finale era tutt’altro che scontato soltanto pochi mesi fa. All’Olimpico è scesa in campo una squadra con la faccia tosta di voler palleggiare in faccia a una Lazio complessivamente superiore. E non solo: nel secondo tempo i bergamaschi hanno a tratti dominato, assediato la porta di uno Strakosha incredibilmente reattivo. Non un caso che l’inizio dell’assedio sia iniziato quando è entrato in campo Josip Iličić, vero uomo in più per Gasperini, diventato super-sub nelle ultime due giornate.
Anche se la sfortuna e le parate di Strakosha – oltre a un paio di salvataggi della difesa più che miracolosi – hanno impedito all’Atalanta di tornare a Bergamo con i tre punti, la partita dell’Olimpico dà un’ottima iniezione di fiducia in vista del match-clou contro il Milan del prossimo weekend, il vero match-point europeo, quello in cui c’è in palio il sesto posto. Quel sesto posto che vorrebbe dire conferma europea, più che un sogno per l’Atalanta e i suoi tifosi.

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