Enrico Corsini.
La partita del Luigi Ferraris tra Sampdoria e Spal non era certo un incontro semplice per i biancazzurri i quali però hanno disputato una buona gara pur non riuscendo ad ottenere punti. Le critiche rivolte agli estensi appaiono, perciò, eccessivve. La compagine ferrarese si trova a 4 lunghezze dalla zona retrocessione ed è a pari punti con Milan e Torino a quota 9. Il suo campionato lo sta facendo e l’aver iniziato bene, per alcuni, sembra quasi un demerito più che l’espressione di una fase positiva che comprensibilmente non può durare troppo a lungo, e soprattutto contro chiunque, per una rosa come quella spallina. Certo bisogna ancora compiere un salto di qualità che permetterebbe alla Spal di assumere un’importanza maggiore nella Serie A così da poter crescere come società. Analizzando la sfida con i blucerchiati andiamo a vedere cosa di buono e di negativo si è potuto vedere.
Buona la prestazione generale della squadra che, soprattutto nel primo tempo, dimostra di avere qualità di palleggio cercando di rendersi pericolosa anche se ciò implica il dover correre qualche rischio. Il vantaggio di Paloschi arriva su un rimpallo ma è l’espressione di una conclusione che arriva non su palla inattiva e ciò per gli estensi è molto importante, poi si sa la fortuna aiuta gli audaci ed Audero non trattiene la sfera che Alberto può comodamente deviare in rete. Il karma del resto è in equilibrio visto che nelle uscite precedenti è stato proprio un pallone non trattenuto da Gomis a regalare la rete agli avversari. Bene anche il subentrato Fares che da interno di centrocampo mostra più sicurezza rispetto a quando gioca da esterno sulla fascia sinistra. Buona, complessivamente, anche la prestazione della difesa che riesce a reggere quasi tutti gli attacchi doriani anche se soffre quando le squadre si allungano troppo.
Negativa è stata la prestazione degli estensi sul versante sinistro di gioco. Nonostante i cambiamenti adottati da Mr. Semplici Costa non riesce a dare spinta sulla fascia e cerca più che altro di coprire, riuscendo anche a frlo bene, ma riducendo notevolmente il ventagli di opzioni offensive. Non a caso la Spal ha costruito gioco solo dal versante destro grazie ai cross di Lazzari. Malino anche Everton Luiz. Grande esponente della classe operaia che però appare spaesato in alcuni momenti.
Cosa si potrebbe cambiare? Principalmente due cose. Punto numero uno, cercare dare più profindità all’attacco senza schiacciarsi tutti sulla trequarti avversaria così da poter sfruttare le qualità dei centravanti e dei centrocampisti in fase offensiva. Punto numero due si potrebbe rischiare una difesa più fisica, ad esempio una terna Cionek, Djorou, Simic visto che, soprattutto Felipe arriva spesso in ritardo. A proposito di Felipe la sua ostruzione su Praet sarebbe risultata fallosa persino a rugby (placcaggio alto).
Nel post partita, ai microfoni Sky, Semplici si è mostrato rammaricato per il risultato. “Sconfitta più dolorosa rispetto alle altre perché abbiamo mostrato di potercela giocare. Contro la Fiorentina non c’eravamo in campo, contro Sassuolo e Samp ci siamo stati. Siamo arrabbiati, ho alternato i giocatori perché alcuni avevano bisogno di riposo. Devo capire chi può essere utile alla causa”. Ma lo spirito giusto non manca nella parole dell’allenatore fiorentino: “Stiamo cercando di dare un’identità alla squadra, ci siamo presi qualche rischio ma i ragazzi stanno giocando bene. Oggi la Spal ha fatto una bella gara nell’arco dei 90′, abbiamo sempre mostrato di essere in gioco”. Forza Spal, ottobre è ancora lungo…tieni duro!