Enrico Corsini
Nel deserto del Parc Olympique Lyonnais i padroni di casa affrontano lo Shakhtar riuscendo a strapare un punto, comunque importante, ma non senza difficoltà. La squadra di Genesio non inizia benissimo l’incontro in fase offensiva risultando troppo distratta al momento di concludere anche se non mancano le occasioni da una parte e dall’altra. In fase di non possesso i francesi pongono 10 giocatori in 20 metri, dalla loro tre quarti alla linea di metà campo, costringendo lo Shakhtar ad un giropalla ardimentoso per evitare le maglie bianche della difesa lionista. Ma nelle due occasioni in cui il Lione si è fatto trovare impreparato un impeccabile Junior Moraes non ha sbagliato le occasioni regalategli dai compagni di squadra. Molto buono il lavoro dei terzini rossazzurri, Mendy e Dubois, con il primo che a sinistra si trova molto bene con il compagno di fascia Aouar mentre il secondo si spende moltissimo per la squadra e riesce anche a trovare la rete del definitivo 2-2. A non dare il meglio di sé sono stati, invece Ndombele e Traoré. Il ventunenne mediano francese sbaglia troppo lasciando intuire di sentirsi più a proprio agio al centro di una mediana a tre che in un centrocampo a due. Traoré ancora non mastica bene la Champions quanto la Ligue 1 e quando al suo posto entra Depay, sul 2-0, si nota ancor di più che l’esterno del Burkina Faso deve superare una sorta di timore per la competizione per club più prestigiosa al mondo. Non il solito anche Capitan Fekir che pare giocasse con la mente annebbiata da altri pensieri. L’ex Celtic Dembelé è importante per questa squadra e quando svetta tra Kryvtsov e Rakitskyi lo dimostra ampiamente, anche se poi decidde di mangiarsi il gol dell’eventuale 3-2, su un contropiede fulmineo, sparando la sfera du Pyatov. A Dare la scossa all’intera squadra, però, è stato l’ingresso in campo di Menphis Depay. Corre, crea ed apre la difesa avversaria. Non demorde e crea i presupposti per la rete del 2-2 ed innesca Dembelé sul già citato contropiede. Genesio, inoltre, può contare su un ottimo Lopes non colpevole sulle reti subite da Moraes, soprattutto quando il brasiliano indovina la traiettoria perfetta del momentanea 2-0. Buona anche la prestazione dell’arbitro Andris Treimanis e del suo team, la sua statistica bassa nel numero di cartellini è confermata, solo un giallo, per Fekir, nei 90 minuti. Nel silenzio assordante di Lione il pareggio sembra il risultato più giusto ma contro l’Hoffenheim non sono permessi scivoloni. Il leone non può addormentarsi.