Nicola Ciacciarelli
Vince la Juve, che sgonfia, per il momento, ambizioni e sogni di gloria del Sassuolo. Finisce 3-1 una partita che i bianconeri hanno dominato in lungo e in largo, rischiando di complicarsela nel finale. Mezz’ora di calcio sfavillante degli uomini di Allegri, fatta di verticalizzazioni e scambi veloci. La palla gira senza alzarsi dal terreno. Direttore d’orchestra Miralem Pjanic (prima rete ufficiale), che agisce in una posizione diversa da quella di regista basso. Il bosniaco gioca una decina di metri più avanti, da vera mezzala. I padroni di casa si trovano al cospetto di un avversario che inizia pressando alto, sfiorando la rete con Politano, ma che va via spegnendosi sotto i colpi di un fantastico Higuain. Il Pipita tirato a lucido non fa prigionieri. Dapprima finalizza un perfetto contropiede, guidato da Dybala, incrociando da destra sul secondo palo, poi regala il bis al volo in semirovesciata. L’inizio garabaldino non da buoni frutti agli uomini di Di Francesco, storditi dal ritmo forsennato bianconero. All’attacco emiliano mancano i giusti rifornimenti e a metà campo la fisicità di Khedira e Lemina è straripante. Il risultato di 3-1 a fine primo tempo sta stretto alla vecchia signora. Nella ripresa il canovaccio tattico non cambia e le occasioni per i campioni d’Italia fioccano. Mancano lucidità e spietatezza a Dybala e soci. Come a dire, di Higuain ce n’è solo uno. Con lui e Pjanic sin dall’inizio è una Juve formato europeo. Briosa e bella da vedere. Eppure non mancano momenti di paura. La Juve si concede una pausa e il Sassuolo va vicino alla rete che riaprirebbe i giochi, ma il ”ripescato” Lichtsteiner salva sulla linea la conclusione di Politano a porta sguarnita. I bianconeri subiscono la seconda rete consecutiva su calcio piazzato (con la complicità di Buffon) e sciupano diversi match point. E Allegri puntualmente lo sottolinea nel post gara (”Questa partita non doveva durare 90 minuti”). Di Francesco, dal canto suo, ammette i meriti dell’avversario. I neroverdi del tecnico pescarese vengono bocciati all’esame dello Stadium, ma le attenuanti non mancano. Prima fra tutte l’assenza diBerardi, a cui i neroverdi dovranno cercare di sopperire giovedì in Europa League con l’Athletic Bilbao.