Parola d’ordine: crescita

Posted By on Set 11, 2016 | 0 comments


Alessia Fratarcangeli

La parola d’ordine è CRESCITA. Che sia mentale o fisica, gli azzurri lo hanno dimostrato ieri sera sul campo, battendo in trasferta il Palermo di De Zerbi 0-3, in un match totalmente a senso unico.

Come era pronosticabile, Sarri rimette in riga la sua retroguardia, che non subisce gol, e continua a esaltare l’attacco che già nelle prime due giornate aveva dimostrato di poter essere la punta di diamante del gruppo. Lo scorso anno eravamo abituati a vedere in campo sempre i soliti undici, trascinati da Gonzalo Higuain. Quest’anno il Pipita non c’è, ma al suo posto c’è una rosa forte e completa in ogni reparto, che permette a Sarri di mettere in campo la formazione più convincente, non perdendo mai in termini di qualità. Il tecnico azzurro pensa già all’impegno di Champions League e perciò lancia Maggio, Zielinski e Insigne dal primo minuti. Cambiando i giocatori, però, il risultato non cambia. Anzi, coloro che hanno sostituito i normali titolari (Allan e Hysaj) hanno risposto ‘presenti’ alla chiamata del mister, giocando una partita di grande intensità e dimostrando di essere pronti a qualsiasi esigenza di Sarri. Zielinski viene premiato dal mister con la maglia da titolare e lui non lo delude. Il suo impatto nel match è devastante, sfiorando il gol nel primo tempo e mettendo lo zampino in due delle azioni che hanno portato il Napoli a segnare due delle tre reti. La crescita di questo calciatore è visibile partita dopo partita e ciò potrebbe mettere in seri dubbi le gerarchie sarriane dello scorso anno.

Stavolta, poi, non è né la giornata di Milik, né quella di Mertens (che ha lasciato la maglia da titolare a Insigne). Lo scorso anno si era visto sempre un Callejon sacrificato più nella fase difensiva che in quella offensiva, perciò molte volte passava un bel po’ di tempo prima di rivederlo sul tabellone dei marcatori. Quest’anno, a quanto pare, la musica è diversa e lo spagnolo, grazie sicuramente alle nuove disposizioni di Sarri,  il quale lo ha collocato più centralmente in modo da avvicinarlo alla punta,  ha ritrovato l’ispirazione davanti alla porta, così tanto che in tre partite ha già firmato due doppiette. Una partenza sprint quella di Callejon che, con il sostegno di Mertens, Insigne, Gabbiadini e l’ultimo arrivato Milik, potrebbe vivere una stagione esaltante, come non ne vedeva dall’era Benitez.

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