Luigi Pellicone
Roma – Bologna, ultima partita prima di una sosta che giunge quanto mai opportuna. Infermeria strapiena, quindici giorni utilissimi per recuperare e reinverdire una rosa con troppi petali stropicciati. Manolas, Totti, Emerson, e i lungodegenti Mario Rui e Vermaelen. Il portoghese torna ad allenarsi con la Primavera. Il belga non andrà sotto i ferri, ma occorre pazienzare dalle due alle cinque settimane.
Scelte quasi obbligate: Fazio rientra in gruppo e va valutato. De Rossi è pronto a rientrare sulla linea arretrata. Ben inteso, se l’argentino può giocare, una maglia è sua. L’altra è di Rudiger che giocherà la terza partita in una settimana. Rischioso per chi è appena rientrato da un lungo infortunio. Le alternative, del resto, sono poche. Possibile che il tedesco giochi, difficile resti in campo per tutti i 90′. Paredes ha tremato: trauma al ginocchio destro, controlli negativi, resta in dubbio. Nainggolan, non convocato dal Belgio (il che probabilmente non dispiacerà) sta tornando ai propri livelli. Sta bene e giocherà. Dzeko intoccabile, El Shaarawy a caccia di una maglia che si giocherà con Perotti.
Fondamentale, contro i felsinei, l’approccio alla gara. La Roma di Vienna è piaciuta per continuità e intensità. Una mentalità, secondo Spalletti, ormai radicata. Piace, al tecnico toscano che la squadra soffra fisicamente il risultato negativo e vi si ribelli. Un fattore che tornerà utile contro un Bologna, un undici che non rinuncia mai al proprio calcio, ha qualità e buon impianto di gioco.
Probabile formazione: Szczesny; Peres, Fazio, Rudiger, Juan Jesus; De Rossi, Strootman; Salah, Nainggolan, El Shaarawy; Dzeko