di Mattia Deidda
COSA VA – Mentalità. Dopo un inizio difficile, la Roma ha ritrovato la fiducia che aveva caratterizzato il finale della passata stagione. I giallorossi sono riusciti a far fronte agli innumerevoli infortuni, senza mai usare le assenze come scusante. L’avvio di campionato non è stato dei migliori, con la squadra in netta difficoltà nelle trasferte. La vittoria per 3-1 a Napoli ha cambiato tutto: probabilmente la svolta della stagione è avvenuta al San Paolo. Impeccabile il ruolino di marcia tra le mura amiche: sei partite e sei vittorie, 20 gol fatti e solamente 4 subiti; meglio della Juventus. Futuro di stagione che sembra roseo: Dzeko segna come ci si aspettava l’anno scorso (in tre mesi ha già superato le marcature messe a segno nel suo primo anno in Italia), Salah trova in Spalletti l’allenatore perfetto per le sue caratteristiche, Paredes sta crescendo in maniera esponenziale e la difesa non ha subito gol nelle ultime due partite. In aggiunta da registrare il ritorno di Rudiger, titolare nelle ultime tre gare non sembra aver sofferto il ritmo di gioco. Il miglior attacco del campionato è il punto forte degli uomini di Spalletti (29 gol in 12 gare).
COSA NON VA – Risulta difficile trovare qualche colpa terrena. Si può parlare della rosa, ma a conti fatti, con ogni giocatore disponibile, la Roma non ha una rosa corta. Probabilmente una volta saputo dell’infortunio di Mario Rui serviva agire immediatamente sul mercato, ma è sempre difficile andare a sostituire un titolare. Lo stesso discorso verrà affrontato tra qualche mese: con la partenza di Salah, come dovrà comportarsi la Roma? Andare a comprare un grande giocatore, oltre che a un esborso economico importante, può rivelarsi una scelta sbagliata: prima o poi Salah tornerà, e certificato che per Spalletti l’egiziano è insostituibile, l’ipotetico sostituto dovrà sedersi in panchina. Anche se nelle ultime due gare la Roma non ha subito gol, la difesa è la croce di questa prima parte di stagione: prima Vermaelen, poi Juan Jesus, infine Fazio. Fortunatamente per Spalletti, l’argentino si è dimostrato affidabile e concreto, e con il ritorno di Rudiger, in aggiunta a Manolas, la retroguardia giallorossa avrà senza dubbio modo di crescere.
Quello che veramente non va nella Roma è il rapporto con la sorte. Può risultare sbagliato dare la colpa ad un entità astratta che non si può controllare, ma quando nel giro di una settimana perdi uno dei migliori giocatori di inizio stagione (Florenzi), ed il tuo miglior difensore si frattura il naso (Manolas), c’è poco da recriminare. Recentemente si è fermato ai box anche Paredes, che tornerà per la prossima partita in Europa League. Emerson Palmieri tornerà disponibile per la partita contro l’Atalanta. Per Vermaelen non si hanno date; Mario Rui giocherà con la Primavera per poi unirsi alla prima squadra. Per fortuna di Spalletti, Bruno Peres e Perotti hanno assorbito i rispettivi infortuni prima della pausa.