Atalanta, questione di testa

Posted By on Nov 3, 2017 | 0 comments


di Giorgio Dusi

 

Non è solo sfortuna, purtroppo. È anche ingenuità, è anche non riuscire a gestire la situazione di vantaggio. È quel “difendersi tenendo palla”, riducendo i rischi al minimo, governando la sfida e facendo valere la propria superiorità tecnica. L’Atalanta torna da Cipro con qualche rimpianto, dopo l’1-1 contro l’Apollon maturato nei minuti di recupero. È un pareggio che non pregiudica la qualificazione ai sedicesimi di Europa League, ma la lascia ancora aperta quando poteva invece essere chiusa. Ed è la settima gara su sette lontano dalle Orobie che i nerazzurri non vincono. Il gol di Zelaya a cinquanta secondi dal fischio finale, riassumendo, è decisamente un mini-campanello d’allarme e arriva al termine di una gara da dimenticare.
Già nel primo tempo i ciprioti si dimostrano ben messi in campo, con le idee chiare dal punto di vista difensivo: densità centrale e pressing asfissiante, obbligando i due trequartisti Kurtic ed Ilicic ad allargarsi verso le fasce, diventando di fatto innocui, giocando fuori posizione. Il boost di Spinazzola e Hateboer aiuta a creare qualche palla gol, ma solo situazioni estemporanee, come il rigore che Alef concede ingenuamente a Ilicic. Lo sloveno è impeccabile, fa 0-1. Berisha nella frazione d’apertura rischia poco o nulla, deve sorvegliare soltanto due tiri di Alex. Effettivamente l’Apollon davanti è poca cosa. Ragion per cui, saggiamente, Avgousti imposta una gara differente: pressing altissimo, giocando la battaglia sul piano nervoso prima che tecnico.
Ingeniamente, però, l’Atalanta inciampa in pieno nella trappola tesa dall’Apollon. Petagna di testa sfiora il 2-0, ma dall’ora di gioco in poi in campo c’è una quasi corrida: volano calcetti evitabili, piccoli segnali che i ciprioti sembrano avere raggiunto il loro obiettivo. Al 70’ i nerazzurri smettono di correre, Petagna in avanti si lascia sopraffare dal nervosismo e dalla stanchezza, diventando un fantasma. Nel recupero è quasi assedio, poi Zelaya indovina lo spiraglio per fare 1-1.
L’Atalanta si era divorata un paio di contropiedi, ma il gol dei ciprioti era decisamente nell’aria. Stavolta è fatale l’inesperienza degli uomini di Gasperini; ancora una volta l’assenza di Gomez – tra i migliori in queste situazioni nel tenere palla e far salire la squadra, nonostante la stazza possa far pensare altro – ha pesato più del dovuto. E il discorso qualificazione è rimandato: 8 i punti dell’Atalanta, tanti quanti quelli del Lione. L’Apollon è a 3. Salvo catastrofi, gli orobici saranno ai sedicesimi. Serve però ancora un salto di qualità, oltre ad una vittoria in trasferta.

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