TIZIANO VILLANACCI
Il Portogallo torna in finale di un Europeo a distanza di dodici anni. In 3 minuti prima Cristiano Ronaldo vola in cielo sul cross di Guerreiro e poi Nani sfrutta una conclusione dell’asso del Real Madrid. Una partita tatticamente perfetta quella giocata dai ragazzi di Santos che dimostrano come il Portogallo non abbia solo un fenomeno. Partiamo dalla difesa; l’assenza di Pepe è sopperita perfettamente dalla coppia Fonte-Bruno Alves che danno solidità e certezze al portiere Rui Patricio. I terzini, Guerreiro e Cedric, sono giovani e capaci di offendere per novanta minuti. Dal centrocampo in su la squadra è di assoluto livello. Renato Sanchez è sempre più nel vivo del gioco con la sua posizione da play maker e anche grazie ad una grandissima leadership, una rarità per un ragazzo di diciotto anni. Joao Mario ha giocato la sua più bella partita in questa competizione unendo qualità e concretezza con Silva come perfetto compagno di reparto. L’arma più importante della squadra di Santos è la versatilità offensiva. Si è sempre detto che al Portogallo mancasse storicamente una punta centrale fisica e con gol nei piedi e l’ex allenatore di Grecia, Benfica e Sporting Lisbona ha saputo trasformare un difetto in una virtù. Il Portogallo si muove perfettamente: Ronaldo parte come riferimento centrale ma svaria per il campo creando spazio per mezzali come Sanchez, Mario e Silva che si inseriscono con il grande tempismo. Sulle ali c’è sempre la giusta copertura grazie ai due terzini che spingono molto ed a Nani, rivelazione assoluta in questa competizione con 4 gol e diverse giocate di qualità. Con l’entrata in campo di Quaresma questo concetto si accentua di più. Il Portogallo allarga ancora di più il gioco utilizzando al massimo le caratteristiche delle sue ali. Sottolineiamo anche la bravura nei calci da fermo; oggi il cross di Guerreiro per la rete di Ronaldo è perfetto e le partite chiuse si risolvono soprattutto così. Hanno un fuoriclasse assoluto che ha possibilità di vincere tutto quest’anno tra club e nazionale. Li ha trascinati Lui, in cielo, verso la finale di Parigi ed ora non hanno nessuna intenzione di cadere nell’ultima battaglia. Francia e Germania sono avvertite.