Un uomo una nazione: Lalas, il Dandy statunitense

Posted By on Lug 16, 2016 | 0 comments


MARCO CANNAVICCIO

Alexi Lalas nasce a Birmingham, negli Stati Uniti, il 1 giugno del 1970. Che Alexi sarebbe diventato un ragazzo particolare e fuori dagli schemi lo si capisce quando, all’età di 11 anni, decide di iniziare a giocare a calcio, anziché al football o al basket, sport decisamente più popolari negli States. Grande amante della musica, Lalas vive il calcio come un semplice gioco e non pensa minimamente di far carriera in questo sport.

Nonostante le sue attenzioni maggiori siano rivolte alla musica, con la chitarra che diventerà la sua fedele compagna di viaggio negli anni a seguire, Lalas a calcio ci sa giocare e pure bene. Votato come miglior giocatore della Rutgers University, dopo un provino andato male con l’Arsenal nel 92, viene convocato da mister Milutinovic per i mondiali di casa del 94. Alto 195 cm, dotato di un fisico possente e dal look alquanto originale, Alexi non impiega molto tempo a farsi notare alla rassegna continentale. Ma Lalas non è solo un personaggio estroverso, che quasi sembra essere capitato li per caso, è anche un difensore arcigno e capace. Prestazioni di alto livello gli valgono l’interesse di vari club europei, con il Padova che assesta il colpo decisivo e per 400 milioni di lire lo porta in Italia.

 

alexi-lalas-padovaPrimo americano non di origini italiane ad essere acquistato da una squadra del nostro campionato, per gli standard italiani Lalas risulta subito un personaggio fuori dagli schemi: chitarra in spalla, capelli ricci e barba incolta color carota, Alexi non ha l’aspetto del calciatore professionista. Anche la sua mentalità appare lontana anni luce da un mondo dorato ma assai insidioso come quello del calcio. Sempre allegro e spensierato, per Lalas perdere una partita non è la fine del mondo, riuscendo a considerare il calcio ancora come un gioco nonostante sia ormai diventato la sua principale fonte di guadagno. Dopo un avvio di stagione a rilento, il Padova cambia marcia proprio grazie all’americano: siamo alla sesta giornata di campionato e di fronte al neopromosso Padova c’è il Milan. I biancoscudati vincono 2-0 un match che sembrava impossibile portare a casa, con la rete del vantaggio firmata proprio dal difensore musicista.

A fine stagione i biancorossi conquistano una storica salvezza, con Lalas che si dimostra un difensore centrale di sicuro affidamento, aiutando il Padova a raggiungere un obiettivo su cui in pochi ad inizio stagione avrebbero  scommesso. L’annata successiva è però altamente negativa e a marzo del 96 per l’egocentrico Lalas è il momento di salutare il belpaese e

11 May 1994 --- Lalas is a defender for the U.S. National Soccer Team. --- Image by © Neal Preston/CORBIS

tornare in patria, dove il calcio è ancora vissuto più come un gioco che come un lavoro vero e proprio. Nella neonata Mls League, Alexi veste le maglie dei New England Revolution, New York Metro Stars, del Kansas City e dei Los Angeles Galaxy. Perno della nazionale a stelle e strisce sino al 98, nel 2003 Alexi si ritira dal calcio giocato, iniziando la carriera di dirigente sportivo. Fondamentale nel far arrivare Beckham ai Galaxy nel 2007, Lalas  non rimane molto nel mondo del calcio giocato, preferendo dedicarsi ad altro, tra cui commentare match in tv e riuscire a laurearsi dopo ben 26 anni alla Rutgers University.

C_29_articolo_1036240_upiImgPrincipaleOrizPersonaggio mai banale e sempre pieno di sorprese, oggi Alexi Lalas nell’animo è ancora quel ragazzo spensierato che nel lontano 1994 scese dall’aereo mettendo piede nel nostro paese con una chitarra in mano e con lo sguardo di chi sa come vivere la vita un giorno alla volta, godendosi appieno ogni momento.

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