di Massimo Fabi
Meteora partenopea nella stagione 2010/2011, ha girato buona parte dell’Europa vestendo le maglie di Bayern Monaco, Metalist, Atletico Madrid e Besiktas. Dopo gran parte di carriera trascorsa lontano dai riflettori, è proprio nell’est del continente che José Ernesto Sosa, argentino di Carcarañá classe 1985, ha trovato la giusta dimensione affermandosi come elemento chiave della squadra campione di Turchia. I recenti attentati di Istanbul lo hanno spinto tuttavia a considerare conclusa l’esperienza in Super Lig, chiedendo al club di appartenenza di essere ceduto: solo preoccupazione per la sicurezza della propria famiglia o tanta voglia, anche economica, di Milan? Per poterlo trattenere, il Besiktas sembra intanto aver individuato l’asso nella manica.
CARATTERISTICHE. Alto 1.79 m, è un centrocampista offensivo versatile in grado di coprire il ruolo di mezz’ala, esterno e trequartista. Fantasista di buon passo e indubbie doti tecniche, trova la migliore qualità nel mandare in rete i compagni grazie a una considerevole visione di gioco: in virtù del dono di assist-man, Sosa ha dimostrato di esprimersi al meglio alle spalle della prima punta, come emerso nell’ultima stagione a servizio di Mario Gomez. Non solo rifinitore, ma la continuità trovata in Ucraina e in Turchia gli ha consentito di mettere in mostra anche una certa capacità realizzativa: pericoloso specie sui calci piazzati, Sosa è un destro naturale ma sa usare bene anche l’altro piede. Seppur bravo nel dribbling, il principale limite dell’argentino consiste nella poca rapidità, motivo per cui fece fatica ad imporsi nella breve esperienza di Napoli. All’età di 31 anni, oggi il ‘Principito’ risulta comunque nel pieno della maturità e personalità, aggiungendo un’esperienza vincente via via accumulata con i titoli in Germania, Spagna e Turchia. Premiato come miglior giocatore del campionato appena trascorso, sogna di avere una seconda grande chance in Italia: per le disponibilità attuali rossonere, la richiesta del Besiktas è risultata però eccessiva.
PROSPETTIVE FUTURE. Con un messaggio sul profilo social aveva ufficializzato la sua posizione, ossia quella di lasciare la Turchia per il bene primario della famiglia. Una decisione netta, dettata al tempo stesso dalla consapevolezza delle lusinghe del Milan di Montella, alla ricerca di elementi utili per un centrocampo qualitativo dedito alla tecnica e palleggio: il Principito costituirebbe una opzione eclettica per il gioco dell’ex Areoplanino, potendo agire da interno di centrocampo o ala di un 4-3-3, o subito dietro le due punte in caso di 4-3-1-2. In scadenza nel giugno 2018, il sogno di Sosa di approdare in rossonero era stato riconosciuto dallo stesso presidente del Besiktas che tuttavia non vuole assolutamente svendere il giocatore, valutandolo 8 milioni di euro: fermo a 4, Galliani avrebbe comunque garantito al trequartista ex Estudiantes un ingaggio di 2,2 milioni annui, vale a dire più della metà di quello percepito presso le Aquile Nere. Trattativa tuttavia al momento bloccata e che rischia di sfumare definitivamente: se da un lato la chiusura per il passaggio del Milan alla cordata cinese, con conseguente denaro fresco, tarda ad arrivare, dall’altro il patron Fikret Orman non intende fare sconti. In una sorta di ‘armistizio’ con il club, Sosa è tornato intanto ad allenarsi col resto della squadra, ma il caos del Paese dovuto al tentato golpe potrebbe aver accentuato il ‘malessere’ originario. La contromossa del Besiktas? Una proposta di rinnovo contrattuale fino al 2019 con un adeguamento che raggiunga gli 1,9 milioni. Se il motivo velato dei mal di pancia di Sosa fosse l’insoddisfazione sull’attuale ingaggio, la strategia del diretto interessato e del procuratore pare aver avuto successo. La risposta dell’argentino all’offerta della società turca dirà dunque più di mille parole: al Milan non resta che attendere la sentenza.