Jose – Pep, ci vediamo a pranzo

Posted By on Set 9, 2016 | 0 comments


Michele D’Alessio
Sono nella stesso campionato, nella stessa città, e domani saranno anche nello stesso stadio. Il duello fra Josè Mourinho e Pep Guardiola si rinnova, stavolta in Premier League. Dopo la sosta per le nazionali, gradita in questo periodo dell’anno come il panettone a ferragosto, riecco le squadre di club al centro della scena, in uno stadio come l’Old Trafford. Insomma il meglio che si possa sperare, alla portata degli appassionati europei e asiatici, grazie alla collocazione oraria del match.
Infatti il derby di Manchester verrà disputato quando in Italia saranno le 13.30, sul meridiano di Greenwich le 12.30, a Pechino le 19.30 e a Tokyo le 20.30. Insomma, praticamente l’allineamento perfetto per consentire la massima fruizione nei quattro angoli del mondo, e quindi avere grossi benefici sugli indotti commerciali, prevalentemente quelli legati agli sponsor e ai diritti televisivi.
L’Old Trafford sarà tutto esaurito, di sabato all’ora di pranzo, e ci sarà il pienone anche davanti alle tv di mezzo mondo, con gli spettatori pronti a godersi le giocate di Pogba e Ibrahimovic in mezzo alle ragnatele tessute dagli uomini di Guardiola.
Questo delle partite giocate all’ora di pranzo è un modello vincente. L’Inghilterra riesce ad avere il campionato più bello e più ricco del mondo perché c’è chiarezza nelle decisioni, prese in base al principio ispiratore del bene comune. E far giocare una partita di sabato all’ora di pranzo è un bene per tutti.
In Italia da qualche stagione stiamo sperimentando la partita della domenica alle 12.30: stadi quasi sempre vuoti, e malcontento dei tifosi. Perché? Sicuramente perché raramente vengono collocati big matches all’ora di pranzo. Un conto è far giocare Chievo-Empoli, un altro è far giocare Juventus-Inter. L’audience sarebbe più alto, così come gli indotti eccetera eccetera.
Guai però a toccare le tradizioni. Il posticipo serale della domenica, ad esempio, quando in pieno inverno i tifosi soprattutto al nord Italia sono costretti ad andare allo Stadio vestiti come se andassero a sciare, per accontentare le pay tv, le uniche effettivamente a comandare. E poi ci sono i tifosi, o meglio alcuni di essi, che proprio non riescono a sacrificare la pasta al forno, le salsicce e altre amenità raramente tendenti al salutare tipiche del pranzo domenicale.

Intanto oltremanica si apprestano a vivere un pranzo elettrizzante, come spesso accade, con una delle partite più attese dell’anno. Anche qui, il famigerato modello inglese appare come quello a cui ispirarsi.

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