Gianluca Guarnieri
L’occasione per rilanciarsi, e farlo in una squadra dal fascino leggendario, in un campionato importante. Questa è stata, con ogni probabilità la scelta di Joe Hart, ovvero lasciare la Premier e il Manchester City per tentare l’avventura italiana con la maglia granata del Torino. Il portiere inglese ha giocato la carta del rischio per essere titolare nella propria squadra, dopo l’arrivo con i “citizens” di Bravo dal Barcellona e con la guida tecnica di Guardiola. Una concorrenza importante e una convivenza non semplice e da qui, la scelta di emigrare sotto le Alpi, indossando una maglia storica come quella del Toro, nel solco di predecessori storici, vedi il leggendario Bacigalupo, mito del grande Torino, perito a Superga, o di interpreti quali Lido Vieri e “giaguaro” Castellini estremo difensore dell’ultimo scudetto 1976 con la squadra di Pulici, Graziani, Claudio Sala, Pecci e Zaccarelli. Un azzardo, o forse no. Con il Torino, squadra in escalation, con uomini di buona tecnica, vedi il “gallo” Belotti, o i talenti di provenienza Roma come Lljiajc e Iago Falque ed un allenatore in cerca di rivincita quale Sinisa Miahjilovic. Il portiere inglese ne ha bisogno, dopo i recenti campionati europei, con una serie di errori che hanno compromesso la qualificazione alla nazionale dei “tre Leoni”, soprattutto nel match degli ottavi contro l’Islanda, in una sconfitta che ha lasciato il segno in patria, con l’imbarazzo del caso, che può ricordare il famoso flop dell’Italia del 1966 con la Corea del Nord. Il Torino per ripartire, con la spinta dei tifosi, visto l’accoglienza entusiasta all’arrivo nel capoluogo piemontese del calciatore di Shrewsbury. Si vedrà già dall’esordio con l’Atalanta e i dubbi saranno cancellati. Non quelli di Urbano Cairo, felice del colpo realizzato e dell’affare fatto (gran parte dell’ingaggio lo pagherà il City…). E se lo dice il presidente, bisognerà crederci