Antonio Capotosto
Milan Udinese si lega all’annata 1958-’59, la prima di Josè Altafini, Mario Trebbi e Sandro Salvadore. Dopo due stagioni da allenatore, Gipo Viani aveva assunto la mansione di direttore tecnico, coadiuvando Luigi Bonizzoni.
Il Diavolo iniziò con tre successi di fila e dopo duecentosettanta minuti si ritrovò da solo in vetta. La domenica successiva i rossoneri pareggiarono a Genova e vennero raggiunti da Fiorentina e Juventus, quando i gigliati espugnarono Trieste e la Vecchia Signora arginò l’ostacolo partenopeo. Anche l’Inter del bomber Antonio Valentin Angelillo si avvicinava alle posizioni di vertice, ma dall’undicesima tornata lo scudetto divenne un affare a due tra rossoneri e viola. Firenze chiamava, Milano rispondeva e il Diavolo chiuse il girone d’andata con una lunghezza di vantaggio.
La svolta alla ventottesima gara, una settimana dopo il successo dei rossoneri in riva all’Arno. Il 26 aprile la Viola venne sconfitta in casa dalla S.P.A.L. e il Milan rimase da solo in vetta, al termine della ‘battaglia’ sul campo del Torino destinati alla prima retrocessione nella serie cadetta: 3-3.
Il Diavolo celebrò la matematica certezza del tricolore al penultimo atto, grazie al netto successo casalingo sull’Udinese: 7-0, con i bianconeri ormai salvi. Quel 2 giugno 1959 il friulano Lorenzo Buffon difese i pali rossoneri per l’ultima volta: l’unico assieme a Nils Liedholm ad aver conquistato i quattro tricolori di quel decennio. Era destino che il Milan festeggiasse lo scudetto proprio ospitando l’Udinese, l’avversario che aprì la stagione 1950-’51, la prima dei friulani nella massima serie.
P.S. La scorsa settimana si è rivisto Dejan Savicevic: il ‘Genio’ ha realizzato l’ultima rete in maglia rossonera in Milan-Udinese (2:1) del dicembre ’96, la prima di campionato del Sacchi bis .