Nicola Ciacciarelli
Ci si aspettava tanto dalla Juventus edizione 2016-2017. Se le aspettative erano giuste o esagerate lo deciderà il tempo. Due mesi e mezzo caratterizzati da vittorie e sconfitte, luci ed ombre, alti (molti) e bassi (il giusto). Ottanta giorni esatti da quel Juve-Fiorentina che inaugurò la stagione. Un tempo sufficiente, forse sì o forse no, per un iniziale bilancio di una squadra mutata e mutevole.
COSA VA: Nonostante le ultime due opache apparizioni, Gonzalo Higuain rimane un’aggiunta di valore, che ha confermato qualità già note. L’impressione è che l’argentino abbia in serbo il meglio del suo repertorio per la parte cruciale della stagione. L’altro argentino, Paulo Dybala, è fermo ai box e proprio nelle giornate d’assenza ci si accorge dell’importanza della Joya. Giocatore a tutto campo, l’ex Palermo sta acquisendo leadership e l’arretramento di qualche metro del suo raggio d’azione può solo fargli bene. Insomma l’HDbianconero ha mostrato solamente il 50% del suo potenziale
Prima in classifica in campionato, con la possibilità di raggiungere la vetta del girone in Champions nella pur insidiosa trasferta di Siviglia, la Juventus si sta confermando, una volta di più, squadra quadrata e cinica. Ancora miglior difesa della Serie A (9 reti subite). Sono solo 22 le parate effettuate da Buffon (e Neto), sette in meno del secondo in classifica Reina. I bianconeri con il maggior utilizzo di esterni votati all’offesa come Cuadrado, Alex Sandro e il neoarrivato Dani Alves hanno aumentato il numero di cross effettuati: 177 in totale, di cui 106 utili. Solo l’Inter con 214 cross effettuati, di cui 156 utili ha saputo far meglio. Segno che la Juve cerca e trova con più facilità questa soluzione, spesso invocata negli anni passati.
COSA NON VA: A preoccupare è la mancanza di un assetto ben definito e definitivo. Allegri sta ruotando, un po’ per necessità un po’ per gli infortuni, gli uomini a sua disposizione. Il tecnico è impegnato nel tentativo di”allungare” le sue rotazioni. Un tentativo che con l’andare del tempo, però, potrebbe risultarecontroproducente. Del primo scorcio di campionato sono alcuni i dati che preoccupano. Come detto la Juve continua a subire poche reti, ma analizzando più approfonditamente la statistica ci si accorge che sette dei nove gol subiti dai bianconeri sono arrivate nella seconda frazione di gioco. Quattro nel segmento centrale della ripresa, quello che va dal 60′ al 75′, cioè quando gran parte delle gare si decidono. A bilanciare il dato ci pensa l’attacco che proprio in quel quarto d’ora ha realizzato il maggior numero di reti, 9, almeno sul suolo Italiano.
I bianconeri non sempre hanno mostrato lucidità ed energia fisica. Gli uomini di Allegri sono appena noni nella classifica dei chilometri percorsi (107,065 di media), un dato che non sembra comunque preoccupare più di tanto a Torino, visto che formazioni come Roma (104,283), Milan (103,491) e, soprattutto, la sorpresa Atalanta (ultima con 103,208) fanno peggio di Madama. Insomma, come a dire che a contare è la qualità dei chilometri percorsi e non la quantità.