Tiziano Villanacci
Dopo la rimonta sfiorata nell’ottavo di finale di Europa League contro il Lione allo stadio Olimpico, la Roma affronta il ritorno della semifinale di Coppa Italia contro la Lazio con lo stesso obiettivo, ribaltare il negativo risultato dell’andata. I ragazzi di Spalletti avranno dalla loro l’esperienza del match in Europa League, dove l’eccessiva frenesia ha bloccato il gioco della squadra negli ultimi venti minuti del secondo tempo.
Spalletti ha varie opportunità di formazione. Il tecnico di Certaldo deve sciogliere il dubbio principale legato al modulo, il 4-2-3-1 o il 3-4-3. La Lazio si schiererà in maniera speculare alla gara d’andata, sostituendo lo squalificato Parolo con il rientrante Lulic a centrocampo. I ragazzi di Simone Inzaghi aspetteranno la Roma nella loro metà campo difensiva, creando densità e superiorità numerica nella zona centrale. Avranno l’obiettivo primario di chiudere gli spazi e non concedere campo aperto agli esterni giallorossi. La Roma, a causa del negativo risultato dell’andata, dovrà attaccare sin dai primi minuti, alla ricerca di un gol che rimetterebbe in discussione la qualificazione. Se Spalletti scegliesse di tornare al 4-2-3-1 sarebbe ancora più importante il lavoro di Strootman e Nainggolan a centrocampo, mentre se il tecnico ex Zenit dovesse confermare il 3-4-3 sarebbe decisivo il lavoro nella doppia fase dei due esterni, Palmieri a sinistra e Peres a destra.
La partita si giocherà molto sul piano mentale. La Roma avrà l’obiettivo di mettere sin dai primi minuti pressione psicologica ai biancocelesti, sfruttando anche il fattore tifo, con la Curva Sud che tornerà ad essere presente da quel Roma – Juventus del 30 Agosto del 2015. I giallorossi devono annullare le certezze biancocelesti e forzare la fase di pressing, con un baricentro che dovrà essere necessariamente più alto del solito. La Lazio è stata abile a trovare spazi liberi nella zona centrale del campo ed a sapersi creare situazioni di uno contro uno, che hanno permesso a giocatori come Anderson e Keita di creare occasioni pericolose. La testa sarà l’elemento fondamentale. Partite del genere vengono decise da episodi e la Roma non ha il margine d’errore. Come dimostrato contro il Lione, la squadra di Spalletti è in grado di creare chance e segnare, ma dovrà essere perfetta nella fase difensiva. Un gol della Lazio potrebbe chiudere il discorso qualificazione. Ecco perché i giallorossi dovranno ricordare la condotta finale della gara contro il Lione. Se la Roma dovesse riuscire ad essere mentalmente presente in tutti i novanta minuti, allora avrà davvero la chance di portare a termine una storica rimonta.