Vincenzo Boscaino
“La cosa più bella sarebbe arrivare all’ultima giornata contro il Milan con la lotta ancora aperta.”
C’è tutto Pioli in questa frase, tutta la voglia di non arrendersi. In conferenza l’allenatore della Viola è raggiante. La sua squadra è lì, attaccata al treno di squadre che lotta per l’Europa. Dopotutto e nonostante tutto, la Fiorentina è li.
La partita con il Genova brilla di luce propria, una partita dalla bellezza insperata. Doveva essere la partita dei Novanta minuti di rassegnazione, del matematico abbandono dei sogni. La partita dopo il Napoli, la sfida già scritta. Invece no, non è così.
La Viola giocherà i novanta minuti più importanti della stagione volando sulle ali dell’entusiasmo, immersa nelle emozioni che durano ormai da giorni. Nella sfida con il Napoli la Fiorentina si è scoperta grande, matura e forte. Ora serve continuità, la cosa più difficile.
Pioli tiene sulla corda tutti. Non è una sfida semplice, il Genova è una squadra ostica che concede pochissimo agli avversari. Per scardinare la difesa rossoblù la Fiorentina punterà sul momento magico del Cholito che ritrova la sua ex squadra. Alle sue spalle spazio a Saponara che, seppure non convincendo a pieno contro il Napoli, ha troppe frecce nella faretra per lasciarlo in panchina in una partita del genere.
In difesa la situazione è di piena emergenza, con Laurini out per squalifica e Victor Hugo indisponibile per infortunio. Spazio allora a Bruno Gaspar con Milenkovic spostato al centro affianco a Pezzella. Per il resto la stessa squadra della vittoria della scorsa settimana.
Genova Fiorentina è la partita delle risposte, delle sentenze. La partita del dentro o fuori, della tristezza o della speranza. Per arrivare, come si augura Pioli, all’ultima giornata con la lotta ancora aperta, oggi, non si può sbagliare, ma solo vincere.