Paura e delirio a Torino

Posted By on Mag 6, 2018 | 0 comments


Nicola Ciacciarelli
Prima lo spavento, poi la gioia di una vittoria che assomiglia a quella tricolore. La Juve ormai non sa più vincere senza far palpitare il cuore dei propri tifosi e ribalta nella ripresa un Bologna per niente remissivo.
La risolve Douglas Costa, lasciato fuori nella prima frazione. Il brasiliano accende una Juve opaca e priva di verve. I bianconeri dei primi 45 minuti hanno nella mancanza di velocità il loro maggior difetto e il modulo adottato non sembra congeniale alle caratteristiche degli uomini schierati. Un 3-5-2 ibrido, con Asamoah nel ruolo di terzo centrale. A metà campo Marchisio fa fatica a dettare i tempi, soffrendo la pressione di Poli e Crisetig. Il problema della Signora è mentale. Troppi cali di concentrazione complicano il compito dei campioni d’Italia in carica. Il Bologna di Donadoni, messo a specchio, non rischia nulla dopo il rigore di Verdi e si limita a difendere con ordine. La Juve non spaventa gli emiliani, perchè si ostina ad attaccare centralmente, mentre con l’ingresso di Douglas trova sbocchi sulla fascia. Sia a sinistra con il brasiliano, sia a destra con Cuadrado, più intraprendente nella ripresa. I rossoblù ”allargano” le maglie e lasciano spazio agli inserimenti di Khedira. L’area di rigore bolognese diventa più affollata e la difesa va letteralmente in bambola. La maggiore aggressività permette alla Signora di recuperare palla non più in fase difensiva, ma nei pressi della trequarti avversaria. A cambiare l’inerzia della contesa è però, come detto, Douglas Costa. Una freccia a sinistra, che ara la fascia di competenza. L’ex Bayern scappa via senza dare possibilità al Bologna di raddoppiare la marcatura. Troppo forte il numero undici per un avversario ben organizzato, ma senza le giuste armi da opporre alla sua velocità.
Come a Milano la Juve vince di rimonta. Come a Milano lo fa dopo aver commesso diversi errori dovuti ad un atteggiamento mentale non proprio impeccabile. La Juve del finale di stagione arranca, eppure riesce a spuntarla e avvicina sempre più il settimo titolo consecutivo. Merito dei suoi immensi campioni, capaci come pochi di accendersi in un attimo. La rosa più ampia permette ad Allegri di poter contare su ricambi eccezionali, che possono stravolgere in qualsiasi momento gare tremendamente complicate come quella di ieri.

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