Vincenzo Boscaino
La vittoria del City è una di quelle cose che mettono un po’ più in ordine il mondo, che ci fa sentire bene con noi stessi. Ci sono cose che devono essere cosi come ce le immaginiamo, cose che se non combaciano con la nostra fantasia ci provocano una sorta di malessere. Ecco, il City dava questa sensazione. La sconfitta con il Lione non rientrava nella parte ordinaria della nostra quotidianità, increduli assistevamo a uno spettacolo inatteso. Ma questa volta è stato diverso.
Paura, sgomento, sofferenza e gioia. Tutto in novanta minuti, tutto d’un fiato. La squadra di Guardiola fa risultato pieno in Germania e si scrolla di dosso quel “mal di Champions”. Un gol nel finale per agguantare la serenità, per tornare alla normalità.
Si era parlato di un prima e un dopo di questa partita. Cosi è stato. Il City vince ma non convince, va subito in svantaggio e fatica ad essere concreto. In Champions è tutta un’altra storia rispetto che in Inghilterra. Ma ha vinto, ha preso 3 punti, questo è l’importante.
Guardiola ai microfoni post-partita sembra ringiovanito di 10 anni rispetto a pochi minuti prima del gol di Silva:” Loro erano organizzati e molto compatti, ma alla fine abbiamo trovato il gol”. Già, Pep deve ringraziare i suoi fidi scudieri Aguero e Silva. Ci siamo quasi assuefatti ad ammirare la loro grandezza, troppo spesso diamo per scontato le loro prestazioni. La vittoria di stasera è soprattutto la loro che hanno preso per i capelli una partita che stava scivolando via. Prima il pareggio e poi la vittoria, sempre affamati e grintosi.
La squadra di Pep è una seria candidata alla vittoria finale e questi novanta minuti possono rappresentare il primo passo di una cavalcata fino alla finale a Madrid. Dal City ci aspettiamo vittorie, e nient’altro.