Inter, col PSV è questione di mentalità

Posted By on Ott 3, 2018 | 0 comments


Giovanni Rosati

Il percorso in Champions League dell’Inter continua e passa per gli olandesi del PSV, primi in Eredivisie a punteggio pieno dopo sette giornate e con ben 26 gol all’attivo e solo 3 subiti. I biancorossi si sono arresi sul campo del Barcellona proprio mentre l’Inter ribaltava il proprio esordio europeo contro il Tottenham, ma il loro allenatore Mark Van Bommel ricorda bene il proprio passato al Milan: “Per me è come un piccolo derby. E poi lo so che sono passati otto anni, ma la sconfitta nella finale del 2010 – quando lui guidava il centrocampo dei bavaresi nel Bayern Monaco – fa ancora male” (Gazzetta dello Sport, 1 ottobre 2018).

Questione di mentalità – Nel girone infernale sorteggiato quest’anno per i nerazzurri, il PSV rappresenta la squadra più abbordabile per i nerazzurri, quella contro cui realisticamente avrebbero potuto duellare per assicurarsi quantomeno un posto in Europa League. La fragorosa rimonta con gli Spurs ha alzato invece le aspettative sulla Beneamata, certificatasi ora tra le pretendenti al passaggio agli ottavi di finale assieme al Barcellona e agli stessi britannici.

Ciò che a questo punto non deve assolutamente succedere questa sera è peccare di vanagloria. La vittoria all’esordio non deve far inorgoglire eccessivamente i ragazzi di Spalletti, che devono allontanare la propria supponenza e ogni rischio di sottovalutare un avversario che, pur essendo a questo punto un underdog, è molto pericoloso. Questo si richiede ad una grande squadra: mentalità. E quello col PSV è un test probante.

I precedenti – Inter e PSV si sono incontrate nella fase a gironi della Champions League anche nella stagione 2007-08, quando nel gruppo con loro c’erano anche Fenerbahce e CSKA Mosca. In casa i nerazzurri vinsero per 2-0 grazie alla doppietta di Ibrahimovic, mentre fu un gol di Cruz ad espugnare il Philips Stadion e lanciare la squadra di Mancini. Alla fine l’Inter si qualificò come prima, mentre il PSV arrivò dietro ai turchi e fu retrocesso in Coppa Uefa, dalla quale fu estromesso a vantaggio della nostra Fiorentina ai quarti.

Il bilancio tra i Boeren e le squadre italiane è però in linea di massima bilanciato. Gli olandesi hanno affrontato anche Milan, Napoli, Roma, Parma, Lazio, Perugia, Sampdoria e Fiorentina nella propria storia per un totale di 24 sfide alle compagini nostrane. L’equilibrio è quasi perfetto: nove vittorie, cinque pareggi e dieci sconfitte per i biancorossi. Tra tutte queste squadre, però, quella nerazzurra è l’unica a non aver ceduto loro neanche un punticino.

Formazioni – Alla penultima di sei gare in tre settimane, Spalletti dovrebbe continuare le turnazioni all’interno del proprio 4-2-3-1 tornando però in pratica ad impiegare la formazione tipo nerazzurra. Rispetto alla vittoriosa trasferta di Cagliari torneranno infatti Skriniar e Asamoah sulla linea di difesa, Vecino prenderà il posto di Gagliardini (che come Dalbert non è in lista Champions) e la coppia Perisic-Icardi guiderà la manovra offensiva. Ballottaggio sulla destra tra Politano e un ritrovato Candreva, mentre Vrsaljko rientra finalmente tra i convocati.

I rischi maggiori per l’Inter giungeranno dai quattro giocatori offensivi del PSV, che schiererà un modulo speculare a quello degli ospiti. Il centravanti De Jong sarà assistito da trio Lozano, Pereiro e Bergwijn. Una curiosità/preoccupazione: in campionato sono tutti a quota 5 realizzazioni dopo sette giornate, tranne l’ultimo che è a quattro. Se si può dire con certezza che siano giocatori a cui stare attenti, i nerazzurri non potranno scegliere un solo lato da coprire metodicamente: i pericoli possono arrivare da tutti.

Dopo la scottante finale persa nel 2010, Van Bommel si è già effettivamente preso una rivincita contro l’Inter: “Quando sono andato al Milan nel gennaio del 2011 mi sono rifatto. Vincemmo il derby di ritorno 3-0 e andammo 5 punti sopra l’Inter. A fine anno fu scudetto”. Stasera la missione dell’Inter sarà quella di tornare in credito con l’ex mediano olandese.

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