(di Gianluca Guarnieri) Come è accaduto di sovente nella corrente stagione, la Roma sbaglia la gara importante, consegnando il derby alla Lazio di Inzaghi, offrendo una delle peggiori versioni di se stessa, e complicandosi la vita per il percorso Champions. I segnali c’erano stati e piuttosto netti, avvertiti nelle precedenti gare contro Bologna e Frosinone, e si sono ripetuti puntualmente contro i biancocelesti, più in salute e maggiormente aggressivi, mentre la Roma ha palesato ancora i consueti limiti: troppo compassati e passivi, senza trovare il cambio di marcia, e con il ricorrente tourbillon tattico che alla lunga provoca un’ estrema confusione, passando di nuovo dal 4-3-3 al 4-2-3-1, per rimediare ad un inizio di gara totalmente sbagliato. Molti gli errori tattici, con una fase difensiva deficitaria troppo legata all’assente Manolas, andando in affanno sulle verticalizzazioni laziali e non riuscendo mai a sfruttare appieno le corsie esterne, per poter aggirare il folto centrocampo. Una prova non da squadra, in un naufragio vero e proprio che coinvolge tutti, dagli uomini più esperti fino alla linea verde, per concludere con il tecnico sempre sulla graticola, lontano dalla brillantezza vista nella stagione passata. Una sconfitta pesante che fa iniziare nel modo peggiore l’attesa per la gara di Champions di mercoledi prossimo con il Porto (sconfitto in serata in campionato dagli arcirivali del Benfica). All’andata terminò 2-1 per i giallorossi ma il rovescio di questa sera, unito alle prove non convincenti dell’ultimo periodo, non sono incoraggianti per Di Francesco ed i suoi. Una prova di puro orgoglio per cercare di salvare il salvabile, in una stagione che rischia di essere colma di amarezza per tutto il popolo romanista.