Giovanni Rosati
La vittoria netta, il +4 in classifica sui cugini rossoneri, la porta inviolata e la prolificità offensiva, il rientro con gol di Icardi e il suo feeling in campo con Perisic: tutto rose e fiori al Ferraris, dove l’Inter ha battuto per 4-0 il Genoa in questa 30^ giornata di Serie A. Tre i temi principali da analizzare: andiamo per ordine crescente d’importanza.
Anatema Gagliardini – Nella stagione in maglia atalantina in cui ha convinto l’Inter a puntare forte su di lui, Gagliardini ha disputato tredici partite senza segnare alcuna rete. Non c’è dunque se a stupirsi se al primo anno coi meneghini ne abbia trovate due e se nella stagione passata sia rimasto ancora a secco: Gagliardini non è stato acquistato per il suo fiuto del gol. Cosa il Genoa abbia fatto di male per meritarlo non lo sappiamo, ma il dio del calcio gli ha destinato una punizione crudele e indubbiamente originale. Il Genoa ha subito una doppietta da Gagliardini. Di più: il Genoa ha subito due doppiette consecutive da Gagliardini. Quattro dei suoi sette gol in Serie A il centrocampista classe ’94 li ha infatti segnati al Grifone, distribuendo i restanti tre a Cagliari, Atalanta e Spal. Tralasciando l’ironia, è veramente una statistica singolare.
Bentornato Icardi – Il giorno prima viene accusato di umiliare società e tifosi, il giorno dopo è la punta di diamante della squadra. Tornato a quasi due mesi di distanza dall’ultima partita giocata, il centravanti argentino ha monopolizzato l’attenzione mediatica durante la gara, regalando alle penne di tutta Italia il classico canovaccio dell’eroe calcistico che espia le proprie colpe a suon di gol e assist. Sembra quasi fosse stato già deciso a priori, ma in effetti la trama poteva prendere strade ben differenti. Poteva essere ancor più romanzato, magari con la fascia a cingere nuovamente il suo braccio, come anche meno felice.
Non sarebbe stato altrettanto epica la vicenda di chi fallisce la propria espiazione centrando solo davanti alla porta il palo e piegandosi alla barbara volontà del destino? Lo sarebbe stata, ma non è andata così. Dopo il palo è arrivato il fallo subito da Romero che è valso al difensore l’espulsione e a Icardi il ritorno al gol dagli undici metri, poi ancora più tardi l’assist e il conseguente abbraccio a Perisic che, se visto con gli occhi del bambino – ovvero come vorremmo guardare al calcio e allo sport in genere –, sarebbe il sigillo della pace ristabilita in quel della Pinetina. Niente più croati contro sudamericani, niente più piagnistei o primedonne: solo il bene dell’Inter.
Più quattro – Quel che più conta, comunque, è quanto questa vittoria sia stata un passo deciso verso il raggiungimento di un posizionamento in classifica valido per la partecipazione alla Champions League 2019-20, obiettivo dichiarato in casa meneghina. Pareggia il Milan trionfatore del derby della Madonnina, perde la Lazio mattatrice della scorsa giornata, pareggia anche la Roma ormai fuori dal novero dei pericoli per i nerazzurri. I quattro punti di distanza dai cugini rossoneri sono due partite che l’Inter deve mandare all’aria per rischiare il terzo posto con sole otto giornate rimaste al termine del campionato. Manuale per la qualificazione in Champions, appendice: “Come arrivare in Champions pur perdendo gli scontri diretti apparentemente decisivi”. Non sarà ancora arrivato all’obiettivo, ma Spalletti lo sta seguendo passo dopo passo.