Continua la grandezza del tre, dei tre.

Posted By on Dic 4, 2020 | 0 comments


di Gianni Massaro

 

Look cambiati a dismisura, CR7 come Lewis, meno Ibra, da divino essere non si sottopone al cambiamento: codino da orientale samurai adottato con fermezza.
Molto solido, cinico, trascinatore, da gemme uniche talvolta, un’eleganza maggiore rispetto all’umana media.
Evoluzione ricercata, plasmandosi in nuove attuazioni, minori dosi di dinamismo, Lewis come CR7 nel look, e più simile a Zlatan nel dominio migliorando per efficacia nel tempo.
Un Mondiale vinto nel 2009 alla McLaren seguito da una corposa astinenza dall’élite. A quasi 30 candeline si consolida, sbagliando esigua frazione di mosse.
Un po’ in una landa di mezzo, coetaneo dell’attaccante di Funchal, che con un anno di anticipo rispetto al primordiale mondiale alloro del re britannico ottiene Champions, ed aggiuntivo Pallone d’Oro.
La scalata del divo cyborg, mordendo i numeri della historia, rapidamente succeduta. Maledetta maledizione Decima Champions, per i Blancos.
Il 2014 è collimata immersione, duplice, nei solchi di magnifica portata, il numero 7 sigla la rete del poker contro i rivali Colchoneros nella finale, dal dischetto al centoventesimo.
Lewis si piazza dinanzi al tedesco Rosberg con la teutonica Mercedes, striscia formidabile di successi, con poche interruzioni tangibili.
Abili nella tenacia, rimpolpano l’aura devastatrice, martellando e distruggendo.
Non riescono a dilagare in una striscia imperiale tra i cimeli individuali e massimi allori collettivi, rispettivamente nel 2015 Cris e nel 2016 Luigi il Pilota.
Proprio nell’ultimo sontuoso biennio prolifico di Zlatan, il quale timbra nella stagione 2015-16 ben 50 volte in 51 occasioni.
Media da alieno, tipica di Messi o Cristiano, la stella scandinava poi pare calare, complici infortuni ed escursioni in terre meno grondanti di calcio.
Ci sbagliamo, torna alla squadra dal quale non voleva andar via, il Milan.
39 anni suonati, ancora incide, decisamente.
I prossimi anni diranno meglio quanto sarà calzante per il Black Conqueror Lewis anche il paragone con il samurai del Diavolo Zeta I.
Intanto con il 7 juventino l’inglese condivide un tuffo non facilmente imitabile dal punto di visto dei trofei.
Luigi super, tra Cristiano e Zlatanasso, asso superbo dei rossoneri, Satanasso per simbologia, demonio buono, deflagrante in personalità, delirante in campo.
Tre pilastri dello sport, con analogie e differenze, più o meno inclini al divismo, incisivi come pochi nell’era duemila.
Mai sazi.

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