Due anime superbe

Posted By on Mag 2, 2022 | 0 comments


di Daniele Craviotto

 

Inferno e Paradiso, Angeli e Demoni. Sensazioni, ricordi ed emozioni nati da questo sabato di fine aprile a Genova. Il gol di Sabiri, la parata di Audero si ergono su una sponda. Le lacrime di Criscito e i fumogeni avvolgono l’altra. È la spietata legge dei derby che aumenta la sua crudeltà quando diventano decisivi. Tuttavia non si può far finta di non vedere un dato lampante: la carica emotiva l’hanno creata le due portabandiera della Superba. Sì, quel minuto 96 del derby della Lanterna se lo sono create da sole. Due anime superbe in un campionato che, più che umile, risulta essere sempre più modesto. Sarebbe bastato veramente poco per godersi serenamente questo ritorno. Invece il ‘21-‘22 delle genovesi è stato un autentico incubo. Un dubbio attanaglia da inizio campionato i tifosi di entrambe: con quanta superbia è stata preparata la stagione? Facciamo un passo indietro per comprendere come il duello Criscito-Audero sia diventato, forse, il momento che decide una stagione. La Samp chiude al nono posto il passato campionato, mentre il Genoa, grazie alla vittoria di Cagliari, chiude con il suo miglior risultato dell’era post gasperiniana (undicesimo). Non solo. La Liguria mantiene tre squadre in A. Inoltre a distanza di più di 20 anni Salerno e Venezia riabbbracciano la massima serie. Ecco qui il primo dubbio sulla superbia per molti: senza ancora aver iniziato si sono individuate le tre squadre retrocesse per struttura e organico. In aggiunta arriva la mazzata per lo Spezia coincidente con il blocco per 4 sessioni di mercato per violazione delle norme sull’immigrazione. A questo si aggiunge l’addio improvviso di Italiano che pare segnare la fine degli spezzini in serie A. Conseguenze: una Samp pigra nella sessione estiva, incapace di effettuare qualsiasi operazione; il ritorno del vulcanico Grifone preziosiano che coglie tutti alla sprovvista. Tempo poco e se ne capisce il motivo. Il Genoa passa di mano con l’ingresso del fondo americano 777 Partners. Poi inizia la stagione e ai primi scontri diretti (con Cagliari ed Empoli) entrambe rispondono presenti. Sembra delinearsi una nuova stagione tranquilla senza infamia e senza lode. In realtà non sarà così. Marassi diventa stregato per entrambe (i rossoblu dovranno attendere addirittura marzo per tornare a gioire davanti alla Nord). Il pubblico doriano rimane assente ingiustificato. Quello genoano risulta, invece, troppo assuefatto dai nuovi vertici e convinto che la sessione invernale riparerà gli errori estivi con una pronta risalita. Genoa e Samp però rimangono ad annaspare e a boccheggiare. Il derby di andata lo stravince il Doria, ma non riuscirà a sfruttare l’onda di entusiasmo generata, complice anche l’incerta situazione societaria con l’arresto di Ferrero. Il Vecchio Balordo fallisce tutti gli appuntamenti decisivi con Spezia, Salernitana e Venezia e sprofonda. Il ritorno di Giampaolo a Bogliasco non dà i frutti sperati, mentre quello di Blessin porta a una lunghissima serie di pari, che poco muovono la classifica. Si arriva a fine settimana scorsa. La Samp spreca la possibilità di battere il Verona con un gol dell’ex, mentre il Genoa nel finale ottiene un’insperata vittoria contro il Cagliari che lo tiene ancora in vita. Tutto ciò che ne consegue è ormai diventato storia del calcio genovese. La tensione dei giorni che si avvicinano. Le ore che si fanno interminabili. Le speranze e i timori. La certezza che solo una vittoria può realmente far svoltare. I Grifoni che sognano l’incredibile sgambetto con ribaltone finale. I Baciccia che sognano la grande rivincita attesa 11 anni. L’aria è intrisa di sangue sportivo e la curiosità è di vedere se ci dovesse essere lo squalo che lo carpirà e chi sarà delle due compagini. Questo ha creato la Superbia nella preparazione di una stagione che richiedeva un piccolissimo sforzo per stare tranquilli. Ha generato, come la più crudele delle madri, quel minuto 96 che comunque andasse sarà una pugnalata per metà della medesima città. Criscito tira, ma sembra già tutto scritto, perché Audero sa già dove buttarsi con qualche attimo di anticipo. La Sud, che volge le spalle al mare, viene travolta da vento e corrente per cercare la riva tanto attesa. La Nord che il blu marino lo guarda, lo vede allontanarsi all’orizzonte, mentre lo agogna per spegnere le fiamme infernali sportive della cadetteria che si accendono in quel momento. Non è ancora finita per entrambe e i colpi di scena potrebbero ancora esserci. Per affrontarli il Genoa dovrà essere umile, unito e consapevole che ormai nulla ha più da perdere. La Sampdoria avrà l’arduo compito di bloccare i bagordi che la Superbia può presentare. Credere che il peggio sia alle spalle potrebbe rivelarsi un errore costosissimo. Una cosa è certa: la Superba per salvarsi interamente dovrà, per la prima volta in stagione,  cingere la propria anima di tenera umiltà

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