Non riesce a sbloccarsi. E’ una sorta di incubo ricorrente per un attaccante di grido, con numeri da record. Edin Dzeko non supera neanche con la Sampdoria la sua astinenza da rete, che perdura dal mese di Novembre, quando andò a bersaglio contro il Bologna su calcio di rigore e nella disatrosa serata di Champions league a Barcellona. 2 mesi e mezzo ed un allenatore fa. Il gap temporale è impietoso e crudele ed il bosniaco sempre precipitato in una sorta di “zona negativa”, un limbo infernale, dove pare arduo trovare il sentiero per uscirne e al più presto. Una sorta di blocco come agli scrittori, con l’ansia della pagina bianca o del monitor del Pc vuoto. Capita a tutti, anche a quelli più forti. Nella Roma successe ad un idolo assoluto come Rudy Voeller nella stagione 1987/88, la sua prima in giallorosso, dove il mitico “Tedesco che vola” raccolse solo la miseria di 3 reti, e il rischio di un affrettato, e scongiurato, ritorno in patria. Dino Viola e Nils Liedholm mantennero la fiducia nell’ex Werder Brema e il numero 9 nel campionato 1988/89 li ricompensò a suon di goal e di grandi prestazioni, divenendo un leader assoluto dello spogliatoio romanista. Successe anche ad Abel Balbo con l’argentino che steccò per un lungo periodo nel 1993/94, per poi ritornare puntuale sulla via della segnatura. Capita, e succede ora al bomber bosniaco, uno che ha vinto la classifica dei cannonieri in Bundesliga trascinando al titolo il Wolsburg e che si è portato a casa 2 Premier, mettendo a segno ben 50 reti in 130 partite. Numeri che la dicono lunga sulla capacità realizzativa di Edin, che deve appellarsi alla sua forza di volontà per uscire fuori dal momento difficile. Lo può aiutare la nascita della sua bimba, Una, dal punto di vista morale ed affettivo, e lo può aiutare Luciano Spalletti che ha tuonato “lo serviamo poco e male”. L’allenatore di Certaldo non ha mai nascosto la sua stima personale per il goaleador ex Manchester City e vuole puntarci, difendendolo a spada tratta. Provando anche a farlo entrare a gara iniziata, come ieri sera con la Sampdoria. Il digiuno finirà prima o poi e le partite ci sono ancora. Un dato di fatto è consolidato: i tifosi, la gran parte sono ancora con Dzeko, basti pensare al coro a lui dedicato all’entrata in campo contro la squadra di Montella. Non è poi cosa da poco, in fin dei conti.
