di Alessia Fratarcangeli
Zaza diventa l’incubo della serata per il Napoli di Sarri. I partenopei si risvegliano bruscamente e cadono dalla vetta della classifica, anche se si ritrovano un solo punto sotto. Mister Sarri aveva ragione: la partita si sarebbe potuta risolvere con un episodio e (purtroppo) la profezia si è avverata.
HIGUAIN, DOVE SEI? – In una partita in cui il contributo del Pipita Higuain sarebbe dovuto essere essenziale, a dir poco vitale, il bomber argentino rimane ingabbiato in mezzo agli espertissimi e validissimi difensori bianconeri. La retroguardia casalinga accerchia Gonzalo che è costretto a giocare quasi sempre spalle alla porta e così ogni pericolo viene scacciato via. Insigne prova a sfondare sulla propria corsia, ma Lichsteiner tiene a bada il talento di Fuorigrotta che, nel secondo tempo, viene sostituito dal belga Mertens. Probabilmente il migliore dell’attacco azzurro è lo spagnolo Callejon, che da qualche partita ha ritrovato i ritmi del passato. Galoppa in attacco, arretra offrendo sempre il suo aiuto a Hysaj; il suo contributo è sicuramente positivo ma, senza le accelerazioni fulminee dei suoi due compagni di reparto, il tutto diventa vano e sterile.
KOULIBALY IL MIGLIORE – Nonostante il gol, scaturito da un episodio, in cui mette involontariamente lo zampino Albiol, la difesa dimostra ancora una volta di essere il fiore all’occhiello di Sarri. Regge l’urto con Dybala, Morata e Pogba, non concedendo spazi e occasioni limpide (escluso il rigore in movimento del numero 21 juventino) e chiudendo sempre con attenzione sui rari inserimenti di centrocampisti e terzini avversari. Il fatto che il migliore in campo del Napoli sia stato il centrale francese e che una delle poche occasioni da gol sia passata per i piedi di Albiol, dimostra come il big match di questa sera sia stato molto tirato e giocato più sul piano strategico che sulle ali dell’entusiasmo.
RAMMARICO – Il pareggio sicuramente avrebbe accontentato entrambe le compagini, a maggior ragione il Napoli che aveva vinto lo scontro diretto dell’andata. Nel corso della partita è sembrato evidente come, non trovando spazi in cui inserirsi e penetrare l’una e l’altra difesa, Napoli e Juventus abbiamo deciso di non rischiare e di rimanere arroccati fino al fischio finale. Sarri non fa cambi, Allegri cambia un attaccante (Dybala) per mettere un centrocampista (Alex Sandro) e tutto sembrerebbe portare a un semplice e giusto 0-0. Nessuno sembrava più tenere conto di quella malvagia sensazione che Sarri aveva espresso in conferenza. Purtroppo per il Napoli, il tecnico toscano la sfortuna se la porta fino allo Stadium e a nulla serve il mini-forcing finale e l’ingresso in extremis di Gabbiadini.
