Roma: più testa che gambe

Posted By on Feb 14, 2016 | 0 comments


ROME, ITALY - AUGUST 14: Edin Dzeko of AS Roma celebrates after scoring the opening goal during the pre-season friendly match between AS Roma and Sevilla FC at Olimpico Stadium on August 14, 2015 in Rome, Italy. (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

(Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

 

di Mattia Deidda
La Roma vince per 3-1 contro il Carpi ed infila la quarta vittoria consecutiva. Essenziale per gli uomini di Spalletti sfruttare lo scontro diretto di domenica tra Fiorentina-Inter: nel caso le due contendenti al terzo posto pareggiassero, i giallorossi occuperebbero il gradino più basso del podio a pari punti con i viola, ma con lo scontro diretto a favore.

DOVERE – La Roma ha fatto il suo. La vittoria contro il Carpi era d’obbligo, non per l’avversario -sottovalutato da molti-, bensì per il momento che stanno vivendo i giallorossi. In questi giorni antecedenti la partita si era parlato troppo poco del Carpi, considerato erroneamente il classico fanalino di coda. Fortunatamente Spalletti conosceva bene il suo valore, o meglio, conosceva le capacità del suo allenatore, in grado di andare a Firenze, contro la Fiorentina, e al San Paolo, contro il Napoli, ed uscire dal campo con il rammarico di aver perso punti a portata di mano. Eppure la Roma non ha mai dato segnali di sofferenza, né quando gli avversari attaccavano, né tanto meno quando i minuti passavano ed il gol non arrivava.

CONSAPEVOLEZZA – E’ chiaro su cosa sta lavorando Spalletti: mentalità collettiva. Fino alla gara contro la Sampdoria qualcosa era andato storto: una squadra come la Roma, in casa, non può sparire dal campo una volta subito un gol casuale come quello dei blucerchiati. Contro il Carpi è andata meglio: la rete subita per un grossolano errore di Rudiger avrebbe steso la vecchia Roma. Non questa. Poco importa la preparazione fisica, senza dubbio fondamentale, ma sicuramente meno importante della testa. Lo stesso Spalletti lo ha confermato nella prima conferenza stampa dal suo ritorno nella Capitale. Se la testa gira bene, si riesce ad andare avanti anche se il fisico ti dice che hai terminato il carburante. Palla al centro e la Roma ha ricominciato ad attaccare, senza andare in affanno, senza demoralizzarsi, ma con la consapevolezza di poter recuperare il risultato. E’ questo il fattore che ha fatto vincere la partita ai giallorossi, e lo stesso Castori a fine partita lo ha confermato, non aspettandosi una Roma ad alti ritmi nella parte finale di gara.

DZEKO – Impossibile non sottolineare la partita di Dzeko. Il calcio vive di linee sottili, ed ecco che se l’assist fornito a Salah al termine del primo tempo si fosse tramutato in gol, così come la palla regalata a Nainggolan dentro l’area di rigore nel secondo tempo, si starebbe parlando di un ritorno a grandi livelli del bosniaco. Così non è stato, ma gli indizi regalati dal centravanti sono incoraggianti. Ancora macchinoso con la palla tra i piedi, ma prezioso come non mai nel lavoro di sponda. La squadra sembra ancora lontana dall’aver trovato la quadratura perfetta con un punto di riferimento in campo, ma vincere aiuta a vincere e la fiducia in se stessi gioca il ruolo più importante di tutti.

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