40 anni di CUCS

Posted By on Gen 9, 2017 | 0 comments


Gianluca Guarnieri

9 Gennaio 1977, 40 anni fa. L’Italia è nel bel mezzo degli “anni di piombo”, con gravi ed irrisolti problemi economici, con un’inflazione galoppante e una disoccupazione sempre più difficile da arginare. La politica è alle prese con il cosiddetto “Compromesso storico” tra la DC e il PCI, guidato da Aldo Moro ed Enrico Berlinguer che per la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana fornisce un appoggio “esterno” al governo presieduto da Giulio Andreotti, mentre negli Stati Uniti è giunto alla Casa Bianca il democratico Jimmy Carter, dopo aver battuto il Presidente in carica Gerald Ford. Per la Roma di Anzalone e di Mister Nils Liedholm il 1976/77 è una stagione transitoria, con una squadra divisa a metà tra vecchie glorie (De Sisti, Prati) e giovani di belle speranze (Di Bartolomei e Bruno Conti), con un campionato da centro classifica e poco altro; il terzo posto di 2 anni prima è ormai un ricordo e uno dei grandi protagonisti quale Francesco Rocca è fermo per un grave infortunio che precluderà la formidabile ascesa. Nonostante ciò, i tifosi della Roma ci sono e sostengono la squadra come sempre e proprio quel 9 gennaio 1977 sarà una data indimenticabile. Quel giorno nascerà il COMMANDO ULTRA’ CURVA SUD.

Quel giorno andò in scena un Roma-Sampdoria vinto per 3-0 con due goal di Agostino Di Bartolomei, ma la vittoria più importante la ottennero quei ragazzi, con tanto di striscione e tamburi che incoraggiarono gli uomini in campo. L’unione fece la forza e i vari gruppi, “Guerriglieri”, “Fossa dei Lupi”, “Boys”, “Panthers”, “Fedayn”, si unirono dietro il simbolo della U e della R unite dal fulmine.

Uno striscione lungo 44 metri che ha sospinto la Roma in innumerevoli battaglie, sempre difendendo a spada tratta l’ideale della maglia giallo-rossa. Uno striscione amato ed omaggiato dalle corse di campioni come Pruzzo,  Conti, Voeller, Toninho Cerezo, Giannini, Graziani e dai tecnici come Mazzone.

Da quel 9 gennaio tanto è cambiato, il calcio è mutato irrimediabilmente, fino a raggiungere gli estremi di una sorta di “Sala Ologrammi” o di una evolutissima Play station. Ma gli ideali che spinsero quei ragazzi ad unirsi dietro a quelle 4 lettere, no di certo. Quei ragazzi, in un derby del 1983, con le parole più semplici eppure più incisive di questo mondo, ovvero “Ti Amo”  sbalordirono. Coì come in un Roma-Bayern, con la “scarpata” più emozionante della storia, o che fecero restare allibiti i calciatori della Juventus, con una scenografia degna di un’Olimpiade e che fecero ammettere a Michel Platini (uno sempre tagliente e dalla battuta acre…): “Abbiamo già perso prima di giocare…”. Nonostante i tempi che cambiano, e l’alternarsi delle generazioni, il nome del Commando è sempre nel cuore e nelle menti di chi lo ha vissuto, anche per poco, magari lo spazio di un mattino ( o di un pomeriggio), in una sorta di “Recherche du temps perdu” di proustiana memoria, anche magari di chi non era neanche nato quel 9 gennaio 1977.

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