Accadde Oggi: la Roma vince il terzo scudetto

Posted By on Giu 17, 2018 | 0 comments


di Giacomo Spadoni

 

C’è silenzio per strada. Non una macchina, non un passante. La cittá è deserta. Sono le ore 15 del 17 giugno 2001, e a Roma sono tutti chiusi in casa, incollati davanti alla TV per la partita più importante dell’anno: in un Olimpico stracolmo, si gioca Roma-Parma.

E’ l’ultima giornata del campionato, e la Roma è in testa. Dopo una stagione giocata da protagonista, il sogno dello scudetto è ad un passo.

La squadra giallorossa arriva a questa partita dopo aver lasciato a Napoli il match point per chiudere i giochi. Con il pareggio per 2-2 al San Paolo, e con la vittoria della Juve a Vicenza, la Roma adesso ha solo 2 punti di vantaggio. Per essere sicura di conquistare il titolo, serve una vittoria.

Sostenuta da 75.000 tifosi, la squadra di Capello si affida al talento dei suoi campioni, su tutti Gabriel Omar Batistuta. L’argentino è stato l’acquisto di punta dell’estate precedente, voluto a tutti i costi dal presidente Sensi, che non ha badato a spese (70 miliardi di lire!) per rispondere allo scudetto appena conquistato dai rivali della Lazio. L’investimento però è stato ripagato. Il centravanti, infatti, si è dimostrato decisivo: fino a quel Roma-Parma ha segnato 19 gol in 27 presenze, e ha vinto praticamente da solo molte partite che sembravano compromesse.

La Roma inizia forte e la sblocca dopo 18 minuti. Totti scarica una bordata sotto la traversa e Buffon può solo guardare. 1-0. La squadra giallorossa vola sulle ali dell’entusiasmo e a fine primo tempo Cafu lancia Batistuta, l’attaccante si invola in area, prova un diagonale su cui Buffon si esalta, ma sulla respinta Montella anticipa tutti e fa 2-0. Nel secondo tempo la musica non cambia, la Roma ha in pugno la partita e la chiude con un gran tiro di Batistuta. 3-0. L’Olimpico è una bolgia, l’entusiasmo è incontenibile. I tifosi nemmeno si accorgono del gol del 3-1 di Di Vaio (conosco persone che sono convinte che quella partita sia finita 3-0) e si lasciano andare ad un’invasione di campo che fa sospendere la partita. Tra la rabbia di mister Capello, che temeva una potenziale sconfitta a tavolino, e lo stupore divertito dei giocatori, la partita riprende e scorre rapida fino al 90′. Il triplice fischio sancisce la fine. Ora sì. Ora è tutto vero. Dopo 18 anni la Roma è campione d’Italia. 18 era il numero di maglia di Batistuta, 18 il minuto del gol dell’1-0 di Totti, e 18 gli anni passati dall’ultimo scudetto. 

Chi scrive non crede alla cabala, però l’anno prossimo saranno 18 anni da quella partita.

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