Alessandro Nardi
Questa volta neanche la magia dell’esordio ha potuto dare una mano alla Nigeria, troppo più forti Modric e compagni, troppo più smaliziati, troppo più talentuosi per la squadra allenata mister Yusuf. La differenza si è vista fin dalle primissime battute, con Obi Mikel e compagni che si sono fatti sorprendere dalle azioni dei biancorossi che hanno sfiorato il gol già dopo quattordici minuti con Perisic che in solitudine dal limite dell’area calcia alto. All’affondo successivo però i croati trovano il vantaggio con un colpo di testa di Madzukic deviato in maniera decisiva dal centrocampista del Las Palmas Etebo. E’ particolare il fatto che il giocatore che quest’anno ha militato nella Liga non è mai riuscito a trovare la via del gol ed in questa partita lo ha fatto nella porta sbagliata. Il problema della Nigeria però è tattico, le “Super Aquile” indietreggiano troppo, aspettano sempre gli avversari e non riuscendo a strappare il pallone ai palleggiatori croati si lasciano schiacciare in maniera fatale. La differenza vera l’hanno fatta il modo d’interpretare la gara fin troppo difensivista da parte degli africani ed il centrocampo della Croazia che ha preso il sopravvento e facendo girare bene la palla hanno tenuto i nigeriani fuori dal gioco. Inoltre la classe e la personalità dei vari Modric, Mandzukic e gli altri hanno fatto il resto. La Croazia nel secondo tempo troverà il raddoppio su calcio di rigore di Modric affossando definitivamente la Nigeria, che se vorrà avere delle possibilità di qualificazione dovrà assolutamente cambiare la mentalità ed il gioco, dovrà assolutamente cercare di dare più sostanza al centrocampo e gli uomini di maggior talento, come Obi Mikel e Iwobi che sono stati colpevolmente assenti devo prendere in mano con la loro esperienza ed il loro talento il resto della squadra.