Vincenzo Boscaino
Si ferma la striscia di vittorie in casa per la Fiorentina. La Viola dopo 4 vittorie pareggia contro il Cagliari. Novanta minuti che sanno di sconfitta, dove più che un punto guadagnato sembrano due punti persi.
“Abbiamo fatto tutto per vincere. Il rimpianto è aver preso un gol quando eravamo ben piazzati, e oggi evidentemente non era una giornata fortunata”. Così Pioli commenta la prestazione ai microfoni, una prestazione che ha visto la Fiorentina fare e disfare la partita. Nota dolente ancora l’attacco, con l’eccezione di Chiesa che sta diventando sempre più trascinatore e uomo squadra.
Pjaca e Simeone non convincono, anzi. Il croato costantemente fuori dal gioco e dalla manovra. Ormai da settimane che aspettiamo un suo colpo, una sua giocata, quel gesto che ci faccia scintillare gli occhi, che ci faccia esclamare “finalmente!”. Eppure, niente. Simeone, invece, cerca disperatamente un gol che non arriva, un gol che ormai è diventato una maledizione.
A far sorridere Firenze ci pensa Veretout, leader del centrocampo con la sua classe e le sue geometrie. Ancora dagli undici metri, ancora con freddezza, ancora gol. Un vantaggio che dura poco perché la Fiorentina getta tutto all’ortiche subendo un gol evitabile da Pavoletti. 1 a 1 e risultato che rimane bloccato fino al novantesimo.
Come spesso succede la Fiorentina non è cinica, gioca bene e si lascia sfuggire la partita di mano. Con la Lazio e il Cagliari si sono buttati via punti fondamentali, punti che alla fine del campionato potranno essere rimpianti. La differenza tra le squadre di testa e la Viola è proprio questa, riconoscere i momenti della partita e fare male quando si ha l’occasione. La squadra di Pioli è la più giovane d’Europa, ma ormai questo sta diventando un ritornello che si ripete ad ogni passo falso
Col Torino si può e si deve cercare a tutti i costi la vittoria. Sperando che essere giovani, questa volta, non voglia dire essere ingenui, ma più affamati di vittoria