Tutto Ver(re)o

Posted By on Ott 5, 2020 | 0 comments


di Daniele Craviotto

 

Sabato 2 ottobre, i blucerchiati tornano a vincere dopo 2 mesi e mezzo (e 6 partite) di astinenza da 3 punti. La partita, tuttavia, nella sua fase embrionale, sembra far presagire ben altro risultato. La Sampdoria pare la solita squadra contratta che fatica a proporre, come nel match di Torino e la Fiorentina in pieno controllo, pronta ad affondare il colpo, che probabilmente sarebbe stato letale da un punto di vista psicologico. I ragazzi guidati da mister Ranieri hanno, però, avuto il grande merito di sopportare la tempesta (culminata in realtà con la sola conclusione di Vlahovic respinta da un Audero in crescita) e di non andare fuori giri. Poi dopo venti minuti dal fischio d’inizio, il Doria ha cominciato a macinare gioco ed occasioni per merito di un Candreva già ben calato nella squadra, del mai domo Quagliarella e di un Gaston Ramirez che, nonostante le sirene granata in atto, ha dimostrato tutta la sua qualità. Ecco che la Samp prima si vede annullare un gol (regolare) del suo capitano, poi sfiorare il gol con un’azione rocambolesca terminata con un’autotraversa viola e un tiro rimpallato, infine guadagnandosi il rigore trasformato dal 27 blucerchiato. La ripresa comincia bene per la Sampdoria che coglie un incrocio esterno con Candreva  e riesce a pressare i portatori dei toscani. Arriva, poi, il pareggio dei gigliati, ma i liguri non si disuniscono e tornano a farsi vedere nell’area avversaria. Su calcio d’angolo arriverebbe l’1-2 di Thorsby, ma viene giustamente annullato per fallo di mano di Tonelli. Al minuto 83, la svolta; lancio di Audero di prima, gran controllo e palombella fatata di Valerio Verre, uno dei giocatori che sembrava destinato ad essere ceduto. Invece, forse, il calcio ha saputo dare una seconda opportunità a un giocatore che il Verona di Juric ha saputo strutturare, tanto che mister Ranieri si è detto meno preoccupato dalla quasi certa cessione di Ramirez, perché la sente coperta dal match winner del Franchi. Colpisce, tuttavia, come proprio il giocatore che più tra tutti era dato per partente, appena rientrato alla base, sia quello che regala la prima gioia all’ambiente blucerchiato. Comunque vada il proseguimento della stagione, il sorriso di Verre, durante l’esultanza, ha avuto il senso di una liberazione mentale personale e di squadra, quasi a voler rendersi conto che la vittoria stava per riprendere la via della Genova blucerchiata e che, anche se la strada sarà lunga e tortuosa per la permanenza, la Sampdoria ora ha un’arma in più da utilizzare.

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