Vincenzo Boscaino
Era la partita più attesa, la partita che il destino ha deciso di posticipare di un mese. Era la partita da vincere, per infiniti motivi. La Fiorentina espugna la Dacia Arena, imponendosi 2 a 0 e si porta a pari punti con Atalanta e Sampdoria per quell’ultimo posto disponibile per l’Europa.
Fiorentina – Udinese è stata un mix di emozioni, a partire dal fischio dell’arbitro e culminate in quel tredicesimo minuto. Il tecnico Viola a fine partita: “Abbiamo fatto un’altra partita positiva ma la classifica dobbiamo ancora evitare di guardarla, perché alla fine manca molto. Abbiamo giocato bene, cercando sempre la soluzione migliore. Dopo la tragedia di Astori la squadra si è compattata: questi ragazzi si sono uniti, hanno dimostrato di avere una forza fuori dal comune nel portare avanti l’impegno che Davide ci ha lasciato. Lui è sempre con noi e ora in campo mettiamo qualcosa in più. Cosa ho pensato al minuto 13? Speravo che la palla uscisse, è difficile non sentire la sofferenza di questa grave mancanza: da questa situazione, purtroppo, ho imparato tanto e sicuramente ne sono uscito come un allenatore e una persona migliore”.
Pioli in questo match ha dimostrato di essere un profondo conoscitore di uomini. Bisognava cambiare qualcosa perché sentiva che era il momento adatto. Fuori Simeone e dentro Falcinelli nell’undici iniziale, la mossa decisiva della partita. Nel primo tempo è proprio l’ex Crotone a combinare con Chiesa e metterlo in condizione di procurarsi il rigore. 1 a 0, Veretout dagli undici metri non sbaglia. Nel secondo tempo il tecnico Viola inserisce Simeone, che chiude il match 4 minuti dopo essere entrato. 2 a 0, finisce cosi.
La Fiorentina si catapulta in una zona di classifica che sembrava inarrivabile fino a 5 partite fa. La Viola si è scoperta grande, matura, composta da uomini prima ancora che professionisti. Oggi, dopo questa “maledetta” partita rinviata, nessun sogno sembra più impossibile.