Giacomo Pariselli
Esame non superato. Si era detto dell’importanza di partire bene alla partita d’esordio, a maggior ragione perché l’avversario era abbordabile, ma il Perù ha fallito miseramente. La formazione sudamericana non ha colto una ghiotta occasione per restare agganciata alla Francia in un match che lascia molto amaro in bocca per quello che si è visto in campo, e ora la qualificazione è già a rischio. Gareca lascia in panchina, comprensibilmente, Guerrero, ma nonostante l’assenza di una punta vera i sudamericani riescono a creare molto e a esprimere un ottimo gioco, facendo tremare ripetutamente i tifosi danesi. La svolta arriva a fine primo tempo quando, grazie al secondo intervento del Var in questo Mondiale, l’arbitro concede un rigore al Perù. Cueva si presenta sul dischetto ma il suo tiro è da dimenticare; la Danimarca prende coraggio e, ad inizio ripresa, colpisce con Poulsen. A nulla servono gli assalti degli uomini di Gareca, che butta nella mischia anche Guerrero nel tentativo di recuperare il risultato. Per quello che si è visto in campo, il Perù ha molto da recriminare, e termina questa prima giornata con molto amaro in bocca. Per la mole di gioco espressa, i biancorossi avrebbero meritato se non altro il pareggio, che probabilmente gli sarebbe anche andato stretto, ma nel calcio quello che conta è il risultato, che in questo caso non lascia spazio a dubbi: dopo una sola partita, il Perù è già a rischio qualificazione. Intendiamoci, la squadra c’è, non si è mai arresa nonostante la sfortuna e la troppa imprercisione sotto porta, ma ora c’è la Francia, e pur con tutta la qualità messa in mostra in questa prima uscita, i dubbi sulla possibilità di portare a casa i tre punti contro galletti restano. L’impressione è che, a questo punto, Gareca debba lavorare principalmente sull’autostima e la determinazione della propria squadra, che potrebbe subire un contraccolpo psicologico dovuto alla pesante sconfitta nonostante l’ottima prestazione. Le facce dei peruviani la dicevano lunga a fine partita, per cui nei prossimi cinque giorni che dividono questa partita da quella con la Francia dovranno trovare il modo di non perdere l’entusiasmo e la spinta che si sono visti durante tutti i novanta minuti contro la Danimarca.