Giandomenico Tiseo
Dove eravamo rimasti? Al secco 3-0 dell’Amsterdam Arena contro l’Aek Atene. Così l’Ajax aveva esordito nell’edizione 2018-2019 di Champions League, facendo vedere tante qualità: tecnica, coraggio e idee. Merce rara in un calcio così fisico e tattico a volte da rendere tediosi i 90′ di gioco.
Certo, l’esordio per gli uomini di ten Hag era stato morbido. I greci non erano e non sono il riferimento del raggruppamento e allora il test dell’Allianz Arena di Monaco contro il Bayern è qualcosa di diverso: la prova del nove per i biancorossi. Ebbene, esame superato a pieni voti verrebbe da dire. Tra le mura amiche la compagine bavarese ha subito le iniziative dei Lancieri.
Ispiriti da uno Schone in serata di grazia, gli ospiti riescono subito a recuperare l’episodico gol di Hummels. E’ Mazraouni a gonfiare la rete per il pareggio ma gli olandesi non si fermano qui. Sfrontatezza e organizzazione non fanno difetto e il tridente composto da Zyech, Tadic e Neres fa girare la testa ai tedeschi.
Tre attaccanti che non danno mai punti di riferimento alla retroguardia teutonica, costretta a subire anche il movimento degli esterni: il citato Mazraouni sulla destra e Tagliafico sulla sinistra rappresentano una spina nel fianco della difesa del Bayern. Non è un caso che buona parte delle azioni pericolose dell’Ajax vengano fuori sulle corsie laterali e soprattutto l’ultima chance fallita da Neres grida vendetta.
Tuttavia, gli orange dovevano dimostrare a loro stessi di essere all’altezza. Ebbene, con la mole di gioco messa in luce, aspirare al primato del girone non è un atto di presunzione.