Oliver Jones
Verso gli ottavi e dare un boost di confidenza per la sfida col City si è trasformata in una disfatta che ha rimesso tutto in gioco per la qualificazione agli ottavi, e ha marcato terribilmente i limiti del momento della squadra di Klopp.
Lo scontro del San Paolo si è concluso con una sconfitta per 1-0 per gli uomini di Klopp, affondati dalla rete al minuto 89’ di Lorenzo Insigne.
Il primo tempo non è stato esattamente idilliaco per uno spettatore neutrale, poche occasioni e ritmi sorprendentemente lenti considerando la consueta verticalità del gioco delle due formazioni.
Nel secondo tempo i sintomi di affanno si accentuano per i Reds che col passare dei minuti perdono sempre più lucidità nella costruzione della manovra concedendo sempre più spazio al Napoli che spinto dal San Paolo inizia a fabbricare occasioni. Allison è chiamato in causa un paio di volte, Mertens mette a dura prova la compattezza difensiva del Liverppol quando colpisce a porta semi sguarnita la traversa, ed infine ad un minuto dalla fine dei tempi regolamentari Insigne, inseritosi alle spalle di Gomez, riesce in spazzata a spingere il cross di Callejon in fondo al sacco facendo esplodere il San Paolo.
Il Liverpool nel corso dei 90 minuti, e più evidentemente nel secondo tempo, è apparso stanco, con poco ossigeno nelle gambe e col fiato corto. Eppure la stanchezza c’era e si sapeva, si era già evidenziata contro il Chelsea, e con la partita col Manchester City alle porte, viene spontaneo chiedersi se un po’ di turnover avrebbe potuto giovare la manovra offensiva del Liverpool.
Ignorando i segnali della partita contro gli uomini di Sarri (Liverpool nettamente migliorato con gli ingressi di Shaqiri e Sturridge), Klopp ha voluto rinnovare la fiducia al suo starting eleven cambiando un solo uomo dalla partita del fine settimana. Se poi quell’uomo, Naby Keita, la chiave tattica per creare superiorità numerica nel centrocampo del Napoli e dare freschezza al centrocampo del Liverpool, si infortunia dopo 18 minuti lasciando spazio ad Henderson i problemi si moltiplicano.
La mancanza di idee del Liverpool è ben denotata da una statistica: i 3 giocatori ad avere passato di più il pallone nella squadra di Klopp durante la partita di ieri sono stati Van Dijk, Gomez, e Arnold, 3 dei 4 membri della difesa, mentre l’unico passaggio chiave in 90 minuti è stato prodotto da Robertson, il quarto componente della linea arretrata . Statistiche impietose che si traducono in 0 tiri in porta, così come sono 0 i punti riportati a casa.
La sconfitta di Napoli ridimensiona fortemente il cammino Europeo del Liverpool, “annullando” di fatto la splendida vittoria sul PSG. Il Liverpool si ritrova ora ad un punto dai partenopei condividendo gli stessi punti coi rivali parigini che hanno passeggiato contro la Stella rossa di Belgrado schiantando la squadra Serba per 6-1.
I Reds dovranno ritrovare la concentrazione in fretta, in campionato sono attesi dai Citizens di Guardiola e prestazioni come quella dell’altra sera non sono permesse.Ora Klopp dovrà valutare saggiamente il minutaggio di giocatori come Salah, Manè e Wijnaldum, apparsi in netto affanno nelle ultime uscite dei Reds. Il Liverpool nel frattempo torna a casa con 0 punti, molta stanchezza, e la consapevolezza di dover lavorare per ritrovare la forma migliore.