(di Gianluca Guarnieri) Toccherà a lui, come di sovente, guidare la nave verso acque più tranquille. La Roma 2018/19 non può fare a meno del suo Capitano. Daniele De Rossi sarà abile e arruolato per lanciare il guanto di sfida ai russi del Cska, domani sera nel terzo match di Champions League, in scena allo stadio Olimpico di Roma. Il numero 16 cercherà di infondere la grinta e la personalità giusta ad una squadra ancora sotto shock dopo il Ko interno di sabato contro la Spal, ripiombata nella stessa crisi del mese di settembre, crisi che si credeva definitivamente archiviata dopo i 4 successi consecutivi tra campionato e Coppa. Non è stato così e proprio a “Ddr 16”, Di Francesco chiede la scossa, contando sulla sua capacità di leadership e sulle sue prestazioni tecniche, basti pensare alle performance del campione del Mondo 2006, bravo ad ordinare il 4-2-3-1 facendo un buon lavoro in coppia con Steven Nzonzi, lavorando per interrompere le linee di passaggio avversarie e costruendo la manovra offensiva romanista. De Rossi insomma sarà determinante in una partita dove occorrerà sangue freddo, grinta ed esperienza, tre caratteristiche che il biondo capitano di Ostia possiede in abbondanza e che dovrà far pesare sulla cosiddetta bilancia. A 35 anni compiuti a Luglio, De Rossi è sempre importante all’interno di un gruppo che si è scoperto fragile, senza troppi leader, escludendo anche Kolarov e Manolas, e che troppo spesso si perde nelle proprie insicurezze . Insicurezze e black out che hanno reso difficile questi due mesi di stagione, e il mister abruzzese deve, per forza di cosa, affidarsi alla sua gloriosa “vecchia bandiera”, unico sopravvissuto del centrocampo composto da Pjanic, Strootman e Nainggolan, tutti emigrati altrove per motivi di bilancio e quant’altro. Un uomo abituato alla battaglia e che non teme lo scontro, e che ha sempre esternato i suoi sentimenti profondi per una maglia che ama, e per la quale non ha mai lesinato sacrifici. Come quando ha continuato a giocare con una microfrattura ad un dito del piede sinistro, mentre magari molti suoi colleghi si sarebbero tirati indietro. Non lui, non uno degli ultimi calciatori bandiera, merce ormai in via di esaurimento. Il combattente che è in lui non tirerà indietro la gamba, domani sera, in un match di enorme importanza. I russi si troveranno di fronte un guerriero pronto alla lotta e a sbarrare loro la strada. In frangenti difficili come questi, meglio affidarsi alla propria bandiera.
