di Gianmarco Pone
Nel 1995, a Totoras (Santa Fe, Argentina) Diego Maradona va a giocare una partita per Hernan, un ragazzo di 20 anni che fa il portiere nella squadra del proprio paese.
A causa di un incidente, però, Hernan non è più in grado di camminare.
A fine partita, Diego si avvicina a lui e gli sussurra all’orecchio: “Le mie gambe sono le tue gambe”
Hernan, oggi, è il capo della Totoras Disability Area.
Quella frase, probabilmente, l’avrà stampata nel cuore.
Quel cuore che Hernan citerà dieci anni dopo, quando nel 2005, con Maradona affetto da problemi cardiaci, gli scriverà: “Diego, il mio cuore è il tuo cuore.”
Oggi il cuore di Diego non batte più, ma è come se lo facesse.
Quello di Hernan, e tanti altri, battono ancora per lui.