di Daniele Izzo
La Lazio sbatte contro il muro giallo, per una volta non eretto dalla meravigliosa Südtribüne ma dal portiere dei tedeschi: Roman Burki. Ci hanno provato in tutti i modi, Ciro Immobile e compagni, ad assecondare il sentimento di vendetta che i tifosi avevano da 25 lunghissimi anni. Ma, come saggiamente scriveva Oriana Fallaci, ‘la vendetta è volgare come il rancore’. O meglio, come il pareggio.
Le lancette della storia segnavano l’anno 1995. Il Signal Iduna Park di Dortmund era ancora conosciuto come Westfalenstadion e Borussia e Lazio, dopo essersi date battaglia la settimana precedente in una partita decisa dall’autogol di Freund, si trovarono nuovamente contrapposte per stabilire chi sarebbe approdato alle semifinali di Coppa Uefa. Chapuisat, dopo appena undici minuti, freddò Marchegiani dal dischetto e Beppe Signori, in tribuna a causa di un’infiammazione alla coscia destra, vide i propri compagni soccombere al ritmico e tambureggiante inizio giallo-nero. Era una di quelle maledette serate biancocelesti in Europa, lo si capii subito dopo il vantaggio tedesco. La Lazio non fu in grado di reagire e venne sfrattata dall’Europa a un soffio dai supplementari. Rieddle, a proposito di vendetta, azzerò al minuto 89 tutti gli investimenti ‘cragnottiani’ e la squadra di Zeman diede addio a ogni ambizione stagionale, finendo l’anno sportivo nel più completo anonimato.
Venticinque anni sono passati da quella sera del 14 marzo 1995, ma il dolore sportivo di una sconfitta europea non scompare ed è tornato ad ardere nel cuore di ogni tifoso biancoceleste non appena, ad ottobre, il biglietto ‘S.S.Lazio’ è stato sorteggiato seguitamente a quello con scritto ‘Borussia Dortmund’. Da Boksic a Correa, da Casiraghi a Immobile, da Rieddle a Haaland. L’opportunità di vendicarsi servita su un piatto d’argento dalla beffarda mano della storia del calcio.
Il sentimento, ieri sera, si è letteralmente incendiato mentre la musica dei campioni risuonava sui volti dei giocatori biancocelesti, e si è quasi trasformato in rancore a seguito del vantaggio giallonero firmato Raphael Guerreiro. Stava succedendo di nuovo, come tanti anni fa. Tuttavia, questa volta la Lazio il suo bomber lo aveva in campo. E Ciro Immobile, il ‘peggior acquisto della storia del Borussia Dortmund’, di benzina da gettar sul fuoco della vendetta ne aveva, e tanta. Indemoniato, il centravanti di Torre Annunziata ha prima riportato la partita in parità e poi provato in tutte le maniere a scardinare quel chiavistello di nome Burki che ha brillantemente sigillato la porta tedesca.
La partita si è conclusa sul risultato di 1-1. Un pareggio che, come la vendetta, è volgare, per le molteplici occasioni create dalla squadra biancoceleste, e inutile, visto che alla Lazio servirà ancora un punto per aggiudicarsi gli ottavi di finale.