Il rumoroso silenzio di un Olimpico nemico

Posted By on Dic 14, 2020 | 0 comments


di Daniele Izzo

 

Perde ancora la Lazio. Seconda sconfitta consecutiva in un Olimpico che l’ingombrante silenzio ha trasformato in un vero e proprio tabù. Ad ora sono solamente cinque i punti conquistati da Immobile e compagni dinanzi al vuoto blu dei seggiolini di casa.

Dopo l’Udinese, forestiera con Forestieri, è il fiammeggiante Verona di Juric a sbancare l’Olimpico. Cadono entrambe, le porte di casa dell’ex fortino laziale. Una per tempo: prima è Lazzari ad alzar bandiera bianca trafiggendo la sua stessa rete; poi Radu, con un retro-passaggio che ha il sapore di una granata inesplosa tra le proprie mura, a permettere a Tameze di mandare l’Hellas Verona nell’eden del calcio italiano e la Lazio a far i conti con uno stadio che, allo stato dell’arte, non è più l’amico di sempre. Infatti, dalla ripresa del campionato nel post-lockdown la squadra di Simone Inzaghi ha disputato 11 partite davanti al suo pubblico assente con un bilancio di cinque sconfitte, due pareggi e sole quattro vittorie. Decisamente troppo poco per una formazione che, prima di quel maledetto giorno di marzo in cui il mondo intero ha iniziato la dura partita contro il Covid19, aveva raccolto undici vittorie e tre pareggi, senza mai venir sconfitta, davanti gli occhi meravigliati del proprio tifo.

Per tornare a volare la Lazio dovrà necessariamente far pace con il ‘suo’ Olimpico. E non può davvero attendere che i tifosi biancocelesti, di sicuro positivi mediatori, tornino a riempire gli spalti risolvendo la disputa.

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