Venendo al campo vero e proprio, come detto si scontrano due squadre dalla spiccata propensione offensiva e che fanno del 4-3-3 il proprio credo. L’attacco atomico del Napoli (sempre in attesa del ritorno di Milik) si scontra con quello del Toro; entrambi i terzetti sono molto mobili e tendono a dare pochi punti di riferimento alle retroguardie avversarie. Ljajic, Falque, Callejon e Insigne non si fanno certo pregare quando si tratta di convergere al centro e sicuramente gioveranno tutti degli ottimi movimenti di Mertens e Belotti. I due attaccanti centrali sono in forma splendida e saranno sicuramente gli osservati speciali delle rispettive fasi difensive.
Anche a centrocampo ci si guarda allo specchio. Valdifiori e Diawara a gestire il pallone, Benassi e Allan a fare legna e Baselli e Hamsik a tentare di fare male con i propri inserimenti. Rischio congestione in mediana quindi, data la propensione dei sei a non svariare troppo sulle fasce, a beneficio degli inserimenti dei terzini e della copertura delle ali. E per finire, le difese. Anche qui, più similitudini che differenze, con i quattro centrali molto forti fisicamente e gli esterni pronti all’accortezza ad accompagnare gli arrembaggi dei compagni. Se i numeri non mentono, Hart e Reina potrebbero passare un pomeriggio movimentato.
La partita, quindi, è in mano a chi muove i pezzi sulla scacchiera. Chi azzeccherà la mossa giusta e riuscirà a imporre la propria strategia sull’avversario avrà la meglio. Soprattutto, Sarri dovrà fare attenzione. Quando chi ti sta di fronte è vicino al tuo livello (e la classifica lo testimonia), il rischio di subire scacco matto è sempre dietro l’angolo…