Luigi Pellicone
In una sfida maschia, quasi animalesca, hanno vinto i più cattivi e qualitativi. La Roma se l’è giocata alla pari: con qualche scelta che ha sorpreso e un atteggiamento iniziale troppo timido. Non dal punto di vista dell’approccio mentale, questa volta, ma squisitamente fisico: nei primi minuti, quelli che hanno indirizzato l’inerzia e anche la storia del match, la Roma ha subìto pesantemente la Juventus.
Il gol che decide il match fotografa per certi versi, la qualità “animalesca” dei bianconeri. Higuaìn, nel momento in cui aggredisce De Rossi, sente l’odore del sangue, la preda vicina. Il capitano giallorosso, non certo l’ultimo dei chierichetti subisce il contrasto. De Rossi ha forse paura della seconda ammonizione, che ne comprometterebbe il match impiccando la Roma. L’unica certezza è che non affonda il tackle con la stessa cattiveria dell’argentino. E se permetti a Higuaìn di sradicare il pallone negli ultimi venti metri, avvicinarsi ai sedici con lo sguardo verso la porta, quando parte il tiro non resta che pregare. Anche il tentativo di rimonta è vanificato dalla differenza di fisicità: la Juventus soffre come forse mai ha sofferto in casa sua, ma chiude i varchi con forza: Salah non trova spazi, Perotti è ingurgitato. Dzeko, con pochi rifornimenti e isolato, lotta e “tiene botta” ma non ha, neanche lui, la forza fisica per vincere i contrasti con Chiellini e Rugani (in grandissima crescita, buona notizia per la nazionale). Non è un caso che il migliore della Roma, per diverse spanne, sia stato Nainggolan. Non è un caso che i migliori in campo siano stati Sturaro e Mandzukic. Non è un caso che piedi educati ma fisici gracili come Gerson, Pjanic e poi Cuadrado, abbiano inciso poco. Non è un caso che, uscito De Rossi, la Roma abbia vissuto il suo momento migliore.
Resta l’ultimo quesito: con la Juventus a + 7 che ha vinto tutti gli scontri diretti (non scherziamo, le vere rivali sono e restano Napoli e Roma) la lotta scudetto è chiusa? Probabilmente sì. A meno che primavera e profumo d’Europa che conta, non distraggano e inebrino la Juve. Difficile: anche perchè Allegri ha già messo in banca quanto necessario per vivere di rendita e pensare, senza troppi patemi d’animo, su due fronti.