Napoli a due…fasce

Posted By on Gen 11, 2017 | 0 comments


Alessia Fratarcangeli

Il Napoli gioca ai massimi livelli e (ovviamente) domina uno Spezia che, nonostante tutto, ce l’ha messa tutta per fare bella figura negli ottavi di finale di Coppa Italia.

I numeri parlano chiaro: 75% di possesso palla, 90% di precisione nei passaggi, più di 400 completati solo nel primo tempo. E il risultato non poteva che essere la vittoria e il passaggio ai quarti di finale. Durante i primi 45’ spicca decisamente la brillantezza e l’agilità della fascia sinistra della squadra azzurra. Strinic, Zielinski e Insigne fanno una pressione micidiale, confinando lo Spezia nella loro metà campo. Da quelle parti arrivano solamente giocate di grande qualità, ragionate e mai banali, una spinta continua, una velocità di esecuzione notevole, capace sempre di cogliere di sorpresa gli avversari. Di qualità tecniche ce ne sono tante, dato che Zielinski, ancora una volta, è autore di una prova sublime; anche Insigne brilla con i suoi colpi che più di una volta accarezzano il palo della porta avversaria. Ma c’è anche Strinic il quale, nonostante le lunghe giornate passate seduto in panchina, risponde ‘presente’ alle chiamate di Sarri: buon per lui che, in assenza di Ghoulam, potrà mostrare tutte le sue qualità al mister e aiutare la squadra nel raggiungimento di importanti traguardi.

Nel secondo tempo, invece, è la volta della fascia destra che fino a quel momento non era pervenuta e che era stata identificata dallo Spezia come ‘punto debole’. Maggio, Rog e Giaccherini non avevano convinto fino al momento in cui qualcosa si sblocca e il secondo tempo incorona l’ex Bologna (il quale segna un grandissimo gol), servito proprio da quel ragazzo che agli occhi di tutti continuava ad essere un’incognita. Da quel momento il centrocampista croato e l’esterno offensivo diventano molto più pericolosi ed entrano nelle dinamiche di gioco della squadra. Soprattutto Rog il quale diventa la spina nel fianco della difesa dei liguri, soprattutto quando parte largo e poi stringe velocemente verso l’interno per servire i compagni in area, come nel caso del gol di Gabbiadini (il terzo in tre partite). Unica nota dolente, Cristian Maggio, che non sembra essere così ben incorporato con i suoi compagni e con il gioco di squadra.

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