Antonio Capotosto
Le geometrie di De Sisti, i voli di Vincenzo Montella, i ruggiti del ‘Re Leone’. Questi e altri ancora i ricordi di Roma-Fiorentina nella lunga galleria dei doppi ex.
Come la prima volta da allenatore di Francesco Graziani, scelto dalla dirigenza viola nella stagione 1989-’90 al posto di Bruno Giorgi, con la squadra gigliata (Stefano Borgonovo era stato richiamato a Milanello) impegnata nella lotta salvezza ma protagonista in Coppa Uefa. L’ultima di Roberto Baggio in riva all’Arno, quella della prima finale, con la Juventus, tutta italiana in una competizione europea. L’allenatore della Roma era Gigi Radice, l’architetto dell’ultimo scudetto granata che aveva esordito su una panchina di A alla guida della Fiorentina: precisamente nella stagione 1973-’74, l’ultima in maglia viola di Giancarlo De Sisti. Il tecnico brianzolo riabbracciava Ciccio l’8 aprile 1990 allo stadio Flaminio, con l’Olimpico era in fase di ristrutturazione per il Mondiale delle ‘Notti Magiche’. Finì 0-0. I giallorossi erano destinati ad un piazzamento in Coppa Uefa, mentre per la permanenza dei gigliati nella massima serie sarà stato fondamentale il successo nello scontro diretto della settimana successiva con il Verona. Nel cuore dei tifosi giallorossi quel campionato significa anche l’ultimo di Franco Tancredi e Bruno Conti.