di Alessia Fratarcangeli
Arrivato per sostituire Gonzalo Higuain nello scacchiere di Sarri e nel cuore dei tifosi partenopei, questa sera Arkadiusz Milik ha vissuto una nottata da incubo. Oltre ad una prestazione incolore, terminata con la sostituzione per Mertens, ha anche assistito allo show del suo illustre predecessore, che con i suoi due gol ha legittimato il passaggio del turno per la Juventus nonostante la sconfitta per 3-2. Parabola curiosa quella del polacco. Acquistato a suon di milioni (per la precisione 33) dall’Ajax battendo la concorrenza di molte grandi europee, Milik aveva iniziato col botto in maglia azzurra. Tre doppiette, con Milan e Bologna in campionato e con la Dinamo Kiev in Champions’ League, lo proiettano subito in vetta alle classifiche di gradimento di tifosi e addetti ai lavori. Poi a inizio ottobre il crac durante la sosta per le nazionali. La diagnosi è pesante, rottura del legamento crociato anteriore della gamba sinistra. Operato a Villa Stuart dal guru Mariani, il numero novantanove comincia così un percorso riabilitativo che dura quattro mesi. Il rientro avviene al Bernabeu durante l’andata degli ottavi di Champions.
Ma nel frattempo a Napoli è esplosa la bomba Mertens, capace di non far rimpiangere il polacco e di rendere quasi inutile l’acquisto di Pavoletti durante la sessione invernale di mercato. Diventa complicato per Sarri modificare le gerarchie e di conseguenza Milik si ritrova con un minutaggio molto limitato che rende più difficile riguadagnare il ritmo partita, soprattutto per un calciatore dal fisico imponente come lui. Spiccioli di partita: mezz’ora con l’Atalanta, venti minuti con il Chievo e via discorrendo, troppo poco per migliorare ma abbastanza per notare le difficoltà nel tenere palla utilizzando il fisico e per capire che anche se il legamento è completamente guarito ci vorrà ancora del tempo per vedere il vero Milik. Al ritorno dal primo minuto nella sfida di Coppa Italia, il polacco è stato totalmente avulso dal gioco, incapace di far salire la squadra e di dare il suo apporto alla manovra offensiva. Di certo la sostituzione al sessantesimo non avrà fatto piacere al numero 99, ma soprattutto la fortunosa rete del subentrato Mertens al primo pallone toccato crea un paragone impietoso. Sarri dovrà tentarle tutte per recuperare il vero Milik il prima possibile, ma la serrata lotta per un posto in Champions rischia seriamente di ritardare questo processo, costringendo l’allenatore a schierare sempre la miglior formazione senza rischiare esperimenti e il calciatore ad accontentarsi di scampoli di partita per ricominciare a masticare un po’ di campo e a mettere chilometri sulle gambe.